Aurelio De Laurentiis, presidente della SSC Napoli, ha risposto ad alcune domande della stampa ai margini dell’assemblea di Lega Serie A tenutasi oggi a Milano:
“Io l’ho sempre detto, stavo partendo per Los Angeles, stavo sull’aereo e ho chiamato Malagò e gli ho detto: ‘guarda tu devi prendere in mano la situazione del calcio italiano, sei l’unico, sei un imprenditore, sei stato al CONI, hai creato il circolo più importante d’Europa, hai venduto Ferrari, Maserati e Rolls Royce in tutto il mondo… Nessuno meglio di te, poi sei anche un grande sportivo, unico difetto è che sei innamorato della Roma ma pazienza’.
Siamo stanchi di essere portati per mano da persone che interpretano i ruoli istituzionali per un proprio prestigio. Non va bene. Nella vita la cosa più importante è lavorare ma per poter lavorare bisogna sapere. Nessuno più di un imprenditore che fa impresa e non fa presa può prendere le cose in mano ed aggiustarle. Quindi il signor Malagò è welcome, poi si dice che si fanno le battaglie tra Abete e Malagò. Abete è un amico che rispetto, il fratello è anche socio in una delle mie società, però non è una persona adatta a fare questo lavoro dal mio punto di vista. Poi magari lui si risentirà delle mie affermazioni ma siamo abituati, in democrazia, di esprime il proprio pensiero, anche se in Italia la gente è molto codarda, l’italiano è un codardo e un traditore di natura. Aspettiamo Malagò, alle 15 avremo le idee più chiare, ci spiegherà le sue idee sperando che collimino con le nostre. Poi andremo avanti, in Italia il calcio è veramente rifondato.
Mi prendono per visionario, io sono arrivato dal cinema nel 2004 e da quel momento ho rotto le scatole a tutti quanti: ‘Guardate che qua è tutto vecchio, guardate che i bambini non guarderanno più il calcio, guardate che stiamo sbagliando tutto’. Ma nessuno ti ascolta, ognuno è attaccato col sedere sulla poltrona e nessuno si stacca!
Conte? Ho già espresso il mio pensiero da Los Angeles, quindi…”.

















