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Beukema a Radio CRC: “Sono curioso di vedere cosa possiamo fare l’anno prossimo con tutti a disposizione…”

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Sam Beukema, difensore del Napoli, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Radio CRC, emittente partner del club partenopeo:

Partiamo dall’ultima partita, dal pareggio a Como. Qual è la tua valutazione della gara? Una partita molto tattica, un pareggio giusto? “Sì, era una partita molto tattica, sapevamo ovviamente cosa potessimo aspettare da loro, sono una squadra forte a cui piace giocare da dietro e hanno fatto molto bene. Ci hanno spinto un po’ dietro, ci hanno pressato bene, però siamo riusciti nel secondo tempo a fare meglio, abbiamo creato occasioni e potevamo portare a casa anche i tre punti, però alla fine prendiamo questo punto importante”.

Mancano solo tre partite alla fine del campionato. Qual è la tua valutazione personale di questo primo anno in azzurro? “Per me è stato un anno positivo. Ho giocato in una posizione nuova, anche come braccetto: era il mio primo anno in questo ruolo e quindi ho dovuto adattarmi a spazi e situazioni diverse in campo. Credo sia stata soprattutto una stagione di adattamento, ma penso di aver fatto bene. Ho imparato partita dopo partita e sto ancora migliorando. Vedo questa stagione in modo molto positivo: è stato il mio primo anno qui e sono molto contento di essere a Napoli. Inoltre, ho vinto anche il mio primo trofeo, quindi è andata bene”.

L’Inter ha conquistato il titolo. Quanto hanno inciso, secondo te, i tanti infortuni subiti quest’anno nella lotta scudetto? “Sappiamo tutti che gli infortuni non ci hanno aiutato. Però, personalmente, penso che abbiamo comunque disputato una bella stagione. Siamo al secondo posto e, considerando tutti i problemi avuti, siamo sempre rimasti lì a lottare. Questo significa che abbiamo un gruppo forte e con tante qualità. Sono curioso di vedere cosa potremo fare l’anno prossimo con tutta la rosa a disposizione e, speriamo, senza infortuni, perché abbiamo davvero una squadra forte”.

Oggi sempre più squadre pressano alto. Come è cambiato il ruolo del centrale difensivo? “Il calcio evolve continuamente. Io ero già abituato a questo tipo di gioco ai tempi di Bologna, dove volevamo giocare molto alti. A me piace perché recuperare palla più avanti significa essere più vicini alla porta e avere maggiori probabilità di segnare. Mi piace l’idea di riconquistare il pallone il più velocemente possibile e mi ero già adattato a questo stile di gioco”.

Come si sviluppa la comunicazione tra difensori, portiere e centrocampisti nella costruzione del gioco? “Parliamo continuamente, ogni giorno in allenamento e durante le partite. La comunicazione è fondamentale sia con la palla sia senza palla. Tra difensori, portieri e centrocampisti cerchiamo sempre di migliorarci e credo che stia andando bene”.

Guardando le semifinali di Champions League, quanto cambia l’intensità rispetto alla Serie A? “In Champions League c’è sempre grande intensità, ma nelle semifinali viste quest’anno il livello era altissimo, probabilmente superiore a tante partite di Serie A. In Italia, però, le gare sono molto più tattiche. Questa, secondo me, è la principale differenza”.

La prossima partita sarà contro il Bologna, una squadra che ti ha dato tanto. Che gara sarà per te? “Sarà sicuramente una partita speciale. Rivedrò ex compagni, amici e tante persone con cui ho lavorato ogni giorno per due anni bellissimi. Ma quando entrerò in campo penserò solo a vincere. Poi, dopo la partita, ci sarà tempo per parlare”.

Alcuni tifosi sono rimasti delusi dalla tua partenza. Vuoi dire qualcosa? “Quando sono passato da Bologna a Napoli sono state scritte tante cose, anche non vere, soprattutto sui social. Purtroppo, fa parte del calcio di oggi. L’unica cosa che conta per me è il grande rispetto che ho ancora per la società, per i tifosi e per tutta la città di Bologna. Lì abbiamo scritto la storia vincendo la Coppa Italia e sono molto grato per quei due anni”.

Il 20 aprile 2025 il Bologna batté l’Inter con il gol di Orsolini, facendo sognare anche Napoli. Che ricordo hai di quella partita? “Durante la partita non pensavamo a Napoli, volevamo soltanto vincere. Fu una gara molto intensa e il gol nel finale portò tantissime emozioni. Dopo abbiamo visto anche i video della festa dei tifosi napoletani ed è stato bello. Oggi sono contento di aver potuto dare una mano anche al Napoli”.

Quali differenze e punti in comune ci sono tra Antonio Conte e Vincenzo Italiano? “Sono due grandi allenatori italiani che mi hanno aiutato in modi diversi. Ovviamente ci sono differenze nel modo di giocare: a Bologna giocavamo a quattro, mentre ora giochiamo con tre difensori. Ma per il resto parliamo di due tecnici molto forti”.

Conosci bene il Bologna: quali sono i loro punti di forza? “Non hanno cambiato molto il loro modo di giocare: cercano spesso l’uno contro uno in tutto il campo. Mi aspetto una partita intensa e molto combattuta. Hanno giocatori di qualità, ma la loro forza principale resta il gruppo: sono molto uniti e dovremo stare molto attenti”.

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