Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, è stato ospite dell’inaugurazione del Villaggio della Salute della Race For The Cure presso il Circo Massimo di Roma. Qui il patron azzurro ha rilasciato alcune dichiarazioni ai media presenti sul posto:
“Malagò? Ma sai, la Roma deve stare tranquilla, perché se Malagò dovesse diventare presidente della Federazione, lui, da romanista, sicuramente farà in modo che il calcio porti anche qualche cosa di più dal centro al sud.
Tutto ciò premesso, la Bernini ha fatto un discorso molto completo e perfetto, anche il Ministro della Salute, che è un medico tra l’altro, e non poteva essere da meno. Io credo che bisognerebbe allargare lo spettro, come cura nell’educazione all’alimentazione. Quello che oggi ancora nella scuola non viene ancora spiegato e insegnato è come combattere l’industria alimentare che non fa altro che provocare malattie su malattie, producendo e vendendo cose che non fanno bene alla salute. La pubblicità obbliga i nostri bambini ad essere attratti, diventa molto convincente.
Fare prevenzione è importantissimo, partendo dalle scuole e insegnando sin da piccolo come alimentarsi e combattere questo male subdolo che si nasconde e che è difficilissimo. Solo attraverso l’educazione e la prevenzione si può riuscire ad uscirne fuori e a non farsi sconfiggere. È una sconfitta continua che non solo mette a rischio le donne, il tumore al seno può colpire anche gli uomini. La donna è centrale nella nostra vita, è fondamentale che il Governo si interessi di tutto ciò e che investa sulla prevenzione. Ripeto, è importantissimo che nelle scuole si faccia molto presente un’educazione su cosa mangiare e soprattutto anche un grande movimento. Ginnastica ed alimentazione come panacea a questo male subdolo.
Ogni società ha una serie di medici sociali e di nutrizionisti che si preoccupano. In una squadra ci sono 30 calciatori che provengono da abitudini e culture diverse. C’è una cultura alle spalle che non puoi cancellare, bisogna avere una progressione in quella che deve essere la capacità di far sì che la squadra diventi un corpo unico. Per farlo anche l’alimentazione è una fase importante di educazione e conoscenza”.
















