Gennaro Gattuso, commissario tecnico della Nazionale italiana, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match contro l’Irlanda del Nord:
“Da sette mesi, ovvero dal primo giorno della mia esperienza da ct, non c’è volta che prima di addormentarmi o la mattina appena mi sveglio che non pensi al fatto che bisogna andare al Mondiale. Questa sarà la partita più importante della mia carriera per le responsabilità che mi sento addosso da quando faccio questo lavoro, ma come ho detto da lunedì, mi sono preparato e non sto pensando a cosa può succedere se andrà male. Penso positivo e in grande: ce la giochiamo e poi vediamo. Stamani appena sveglio ho letto le parole di Marcello Lippi sulla Gazzetta dello Sport e mi sono emozionato perché ci parlo spesso. So quello che abbiamo vissuto insieme e gli voglio bene. Siamo molto legati. In una gara come questa c’è bisogno di esperienza, ma soprattutto di saper soffrire complice quello che loro fanno bene.
Cosa dire agli italiani alla vigilia? Sta a noi: se stiamo sul pezzo e sappiamo stare in campo, sarà una conseguenza e trascineremo gli italiani allo stadio e davanti alla tv. Siamo artefici del nostro destino e bisogna avere la consapevolezza nei nostri mezzi. Dobbiamo essere bravi a farci trovare pronti fisicamente e mentalmente. È giusto che i nostri avversari dicano che siamo in crisi e non dobbiamo farci sorprendere. Gli spareggi del passato non ho avuto bisogno di guardali perché li ho nella testa. Nel calcio ci vuole anche un po’ di fortuna: contro l’Ajax senza la spizzata di Ambrosini alla Hateley, saremmo usciti ai quarti. Contro la Svizzera, se Jorginho avesse segnato il rigore l’Italia non sarebbe andata agli spareggi poi persi con la Macedonia. Ora non guardiamo ai due Mondiali per i quali non ci siamo qualificati: niente passato, pensiamo a domani. Questa è una partita che dobbiamo preparare sia a livello tattico sia mentale perché nel calcio di oggi se non sei preparato e vai in campo con leggerezza, puoi avere problemi. Sicuramente domani ci saranno difficoltà, dovremo difendere la seconda palla con il dente avvelenato. Le gare facile non esistono più.
Mancini, Politano e Calafiori non hanno nulla e sono a disposizione. Bastoni ieri ha fatto il 30-35% del lavoro con la squadra e stasera lo proviamo con gli altri. Gli unici da valutare sono Bastoni e Scamacca, gli altri sono tutti disponibili.
Il rigorista è Retegui. Ieri abbiamo provato i rigori, tutti i giocatori ne hanno tirato ne ha calciati a testa, sappiamo che c’è la possibilità e ci siamo portati avanti.
Cosa mi è piaciuto di più del gruppo? Quattro cinque ragazzi potevano andare a casa e invece sono stati lì a Coverciano e ce l’hanno messa tutta per non perdere la partita. Per me questa è una vittoria. Anche Scamacca non è voluto andare a casa. E poi è bello vederli stare insieme, forse con loro ho creato un bel rapporto e mi piace essere in mezzo a loro. Dico tutto questo con soddisfazione, ma poi dobbiamo essere bravi a mettere in campo ciò che sappiamo fare, a raccogliere quello che abbiamo seminato.
Cosa dico al gruppo per evitare un altro fallimento Mondiale? Speriamo che non ci sia una terza non qualificazione. Non mi piace raccontare ai giocatori quello che ho fatto io o le mie dinamiche da calciatore. Se un giocatore non arriva con il formicolio in pancia a una gara così, puoi dire quello che vuoi. Ripeterò semplicemente che bisogna entrare in campo senza sottovalutare l’avversario. Loro sono l’Irlanda e sono arrivati fin qui perché hanno il veleno dentro: per loro la prima e l’ultima palla sono come… l’ultima palla della loro vita. Dovremo avere le loro stesse motivazioni, ribattere colpo su colpo ed essere pronti. Ci saranno due partite: una con il pallone e una senza. Bisognerà soffrire quando non abbiamo la palla e invece quando l’abbiamo, cercare di far male con velocità, facendola girare e sviluppando il gioco in maniera corretta.
Loro giocano in verticale e sulle seconde palle vanno con forza e convinzione. Quando portano uomini in area sui corner o sui traversoni sono temibili perché hanno una cattiveria incredibile. Se parliamo di Spencer ti può far male, ma non ho visto una squadra che palleggia tanto: l’Irlanda è una formazione che gioca in verticale e può creare difficoltà a chiunque con il suo calcio. Dovremo essere bravi a scappare indietro in maniera corretta, a dare la copertura quando un centrale difensivo esce, a non sottovalutare gli avversari e a non dare per scontato che un compagno ci metta una pezza.
Per noi giocare i Mondiali era un’abitudine e non partecipare alle ultime due edizioni è stato uno shock. La responsabilità non è dei tifosi, e non sono loro che devono cambiare la loro mentalità: sta a noi addetti ai lavori fare il lavoro. Adesso però non pensiamo al passato, ma al nostro compito in questi playoff: l’obiettivo è tornare dove per anni siamo stati da protagonisti.
La formazione? Non penso alla seconda partita, quella di martedì 31, e le scelte sono facili perché ci sono i cambi e per 30-35 minuti Moises, Mateo e Pio possono cambiare il match in qualsiasi momento. Abbiamo quattro attaccanti forti, compreso Raspadori. Sono tranquillo su questo”

















