Se con Mazzarri nel finale le partite con le piccole si vincevano, con Calzona si è subita la rimonta. Chiaramente, l’ex secondo di Sarri e Spalletti, difficilmente poteva cambiare volto ad una squadra in caduta libera ma almeno nella scelta degli uomini ci si aspettava qualcosa di differente: a partire dalla scelta del portiere ruolo nel quale è stato scelto Meret con il quale la squadra soffre sempre e maledettamente sulle palle alte dove l’ex Udinese non esce mai contribuendo a non dare serenità a tutto il reparto senza considerare che, per una squadra che vuole fare le uscite dal basso, Meret appare quanto meno inadatto; il problema della scarsa solidità del pacchetto arretrato dipende molto anche dal pessimo rendimento dei due centrali spesso protagonisti di errori imbarazzanti; non ha convinto nemmeno il rivedere Raspadori esterno nel 4-3-3, una sola giocata in più di un’ora appare davvero poco; non convince nemmeno Olivera che sembra sempre fare il compitino senza cercare mai la giocata e non dando mai supporto all’isolato Kvaratskhelia.














