“Quello che dovevamo fare l’abbiamo fatto, il presidente sa benissimo qual’è il mio il mio pensiero, lo sa già da un po’ di tempo, quindi aspettiamo. Il club sta già lavorando per per il futuro, aspettiamo l’ultima partita e poi è giusto che insieme al presidente si dica quello che, poi, è stato partorito. Con il presidente è già un mese che ho parlato e che ho esposto il mio pensiero e le mie intenzioni. Non anticipo niente perché c’è un’amicizia con il presidente e con la sua famiglia e quindi non mancherei mai di rispetto a questa amicizia. Proprio in virtù di questa amicizia, però, è sempre bello essere onesti su tutto e poi vedremo”. Parole, quelle del tecnico, che fanno discutere e lasciano dubbi sul suo futuro sulla panchina azzurra. Parole che stridono con l’Antonio Conte visto arrabbiarsi, incitare i suoi giocatori e dispensare indicazioni dal primo all’ultimo minuto di recupero nella partita con il Pisa, con un atteggiamento che di certo non fa pensare ad un distacco. Parole che stridono anche dalle voci che filtrano da fonti vicine ai diretti interessati che parlano di un prolungamento del contratto di Conte fino al 30 giugno 2028. Parole che alimentano dubbi e che faranno proliferare voci e dibattiti da qui fino al post di Napoli-Udinese, quando De Laurentiis e Conte dovranno comunicare cosa hanno deciso di fare. Perdere Conte per il Napoli, però, significherebbe perdere tante garanzie di successo e potrebbe essere un altro salto nel buio come accaduto nel dopo Spalletti con l’arrivo di Garcia. Nel frattempo tifosi ed addetti ai lavori avranno di che parlare in una settimana che si profila molto calda e di grande interesse mediatico soprattutto intorno al futuro di Antonio Conte.

















