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GLI AUTOGOL DI GRAVINA E LE DIMISSIONI MAI ARRIVATE

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La querelle tra la Federazione, con il suo Presidente Gravina, ed il Presidente azzurro Aurelio De Laurentiis ad oggetto la penale sul contratto di Spalletti è solo l’ultima polemica che ha investito il Presidente della FIGC. Il comunicato del Club azzurro che invoca il rispetto delle regole e dei contratti è di fatto un atto di accusa nei confronti dei vertici della Federazione. Ma per Gravina le polemiche non sono di certo mancate negli ultimi due anni, polemiche e dichiarazioni che in altri ambiente avrebbero richiesto dimissioni immediate ma che nella Federcalcio passano in sordina. Non più di due mesi fa proprio De Laurentiis sottolineò il fallimento di Gravina con il Castel Di Sangro primo che lo stesso presidente Federale snobbasse la premiazione dello scudetto del Club azzurro. Le polemiche hanno coinvolto Gravina anche per le sue dichiarazioni sulle vicende extra sportive della Juventus, dichiarazioni inopportune per il capo della FIGC che hanno scatenato le proteste di tifosi ed addetti ai lavori: “Credo che questo sia il risultato più bello per il calcio italiano, per aver trovato – noi ce lo auguriamo – un momento di serenità”. Non meno pesante la preoccupazione espressa da Gravina per la tutela del brand Juventus: “Noi abbiamo, da dirigenti del calcio italiano, un obbligo, salvaguardare il valore del brand del calcio italiano e internazionale. Credo che la Juve sia uno dei riferimenti importanti del calcio internazionale e nazionale. Quindi la giustizia segue il suo corso, il presidente della Federazione deve fare sintesi tra i diversi interessi, e per noi l’interesse fondamentale è recuperare in termini di credibilità quello che è un brand straordinario che è quello della Juventus”. Parole queste ultime che hanno sollevato più di un dubbio su quella che dovrebbe essere l’imparzialità dei vertici federali e con essa la regolarità dei campionati. Polemiche anche con il Presidente della Lega Casini che alle accuse di Gravina “Triste la Supercoppa in Arabia” aveva reso pan per focaccia rispondendo “Triste il Mondiale senza Italia”. Ad aumentare dubbi e perplessità sul numero uno della FIGC sono arrivate le parole dell’ex CT della Nazionale Roberto Mancini che ha senza mezzi termini addebitato a Gravina le responsabilità delle sue dimissioni perché il Presidente Federale aveva nominato un nuovo staff, mandando via il gruppo di collaboratori storici di Mancini a cui il tecnico non avrebbe voluto rinunciare. 

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