Disconoscere i meriti ad un Presidente come De Laurentiis sarebbe disonesto così come sottacere i tanti errori, spesso nei rapporti. Un De Laurentiis che ha portato il Napoli stabilmente in Europa, che dopo poco più di 18 anni di presidenza è riuscito a vincere lo scudetto e che, mosca bianca in un calcio sull’orlo del fallimento, ha i bilanci in piena regola, unica società a non avere esposizioni debitorie con gli istituti di credito. Al Presidente va riconosciuto anche un grande intuito e soprattutto una buona dose di fortuna il che non guasta. Ma c’è da chiedersi anche perché, nonostante una gestione virtuosa e, adesso, anche vincente, il Patron azzurro sia così poco amato dalla piazza e dai suoi dipendenti. L’ascia di guerra, usata con il tifo organizzato, sotterrata appena poche settimane con quella che al momento sembra solo una tregua ma non una vera pace, una guerra che, tra l’altro, aveva indispettito anche il tecnico azzurro. I tifosi, ancora intenti nei festeggiamenti, hanno subito una vera e propria doccia gelata nell’ascoltare le parole, ormai di addio, di Luciano Spalletti. Parole che lasciavano intendere che il problema, alla base del divorzio, era di rapporti e non di soldi e programmi, o almeno questa è stata l’interpretazione di tutti. In molti pensavano ad un roseo futuro ed un ciclo vincente, con una base ormai consolidata ed una guida tecnica che aveva dimostrato di essere padrona di un organico che stava sempre di più perfezionando. Adesso, invece, con l’addio a Spalletti, al Direttore Giuntoli, ormai avviato verso Torino, e con la partenza, quasi scontata, di Kim, il futuro appare denso di nubi senza considerare le sirene inglesi che stanno tentando Osimhen. A 50 giorni dall’inizio della prossima stagione, il Napoli si ritrova a navigare a vista senza sapere quale sarà il nuovo allenatore ed il conseguente progetto tecnico: al momento si è ufficialmente aperta la “caccia alla quaglia” con nomi sparati a raffica ma la sensazione è che nemmeno Aurelio De Laurentiis sappia, oggi, chi siederà sulla panchina azzurra nella prossima stagione. Questo futuro incerto, inevitabilmente, sta smorzando l’entusiasmo per uno scudetto atteso da 33 anni ed anche per i festeggiamenti in tanti hanno storto il muso: molti, infatti, quelli che volevano l’abbraccio simbolico con la squadra in sfilata per Napoli sul bus scoperto, così come avviene dappertutto, non ultimi a Barcellona con i catalani freschi di vittoria nella Liga. Una sfilata che farebbe sicuramente felici non solo i tifosi ma anche Spalletti e la squadra, purtroppo il Presidente non ha preso in considerazione la cosa preferendo organizzare eventi allo stadio con tanto di diritti televisivi ceduti a Dazn, per il post Fiorentina, ed alla RAI per il dopo Napoli-Sampdoria.














