Gennaro Gattuso, allenatore della Lazio, è intervenuto in conferenza stampaal termine del match contro il Napoli:
Lei è molto incazzato oggi. Nel primo tempo potevate uscire con un risultato maggiore e nel secondo tempo avete resistito ma è mancato lo spunto. “Non sono incazzato, a fine partite nello spogliatoio c’era rammarico. Non dobbiamo esserlo, oggi era una partita trappola. Abbiamo giocato contro una squadra ferita composta da giocatori che hanno vinto trofei nella loro carriera. Il rammarico più grande è il primo tempo ma nel secondo tempo il Napoli ci ha messo in difficoltà. Siamo stati bravi a tornare in partita e battere colpo su colpo. Negli ultimi 15 minuti potevamo attaccare sugli esterni quando loro stavano un po’ sulle gambe., Venire qua non è mai facile, soprattutto in questo momento, mi tengo stretto il punto. Sono soddisfatto per come la squadra è venuta qua, abbiamo avuto grandissimo coraggio, siamo andati sui riferimenti e abbiamo accettato il loro andare sulla profondità”.
Si aspettava di più dai cambi obbligati? Per esempio da Pinamonti? È preoccupato per gli infortuni? “Bisogna fare i complimenti a Nuno per la disposizione che ci ha dato. Oggi poteva non giocare, si è allenato solo 2 iorni e si portava una contrattura la flessore, sapevamo che poteva lasciarci in qualsiasi momento. Sutalo a livello del flessore ha sentito tirare, vediamo che grado di lesione ha avuto. Non sono deluso, Pinamonti ha fatto una grandissima partita, hanno lavorato bene di catena e lo trovavamo sempre. Sono molto soddisfatto. Forse Cancellieri poteva fare qualcosa in più ma non è abituato a giocare in quella posizione, è abituato a venire dentro a piede invertito. Ha sofferto questa cosa qua”.
Su Dele-Bashiru: “Gudmundsson si deve allenare prima, se no la vedo dura. Ha avuto un problema alla spalla, è fuori da più di 45 giorni. Faremo di tutto per metterlo in campo nell’amichevole di sabato contro una squadra maltese. Vediamo. Un conto è allenarsi e fare lavoro a secco ed un conto è giocare. Speriamo di poterlo mettere in gruppo come abbiamo fatto con Rovella, poi vedremo. Gudmundsson può fare tanti ruoli. Valutiamo anche Zaccagni, aspettiamo la risonanza e vediamo se l’edema è venuta fuori sul trauma o se è per uno stratto. Siamo convinti che è stata una vecchietta”.
Come interpreti questo secondo tempo? “Bravura del Napoli, ci hanno messo con la loro fisicità. Sui calci piazzati fanno paura, hanno grande veemenza. Ci sta venire qua e soffrire il Napoli. Non siamo usciti dalla partita, abbiamo avuto la forza di tener botta, questo mi fa piacere. Non c’è dislivello, la settimana scorsa ho fatto i complimenti a chi è entrato. Ogni partita è una storia a sé. Ogni volta che andavamo a giocare palle centrali loro rubavano e ripartivano, dovevamo essere più bravi a giocare con le catene come nel primo tempo. Sistematicamente quando perdi palla contro giocatori come Lang, che ha fatto una grandissima partita, rischi”.
Che sensazioni ha provato oggi tornano al Maradona dopo quel pareggio contro il Verona? “Il dolore su per giù è uguale a quello provato in Nazionale. Perdiamo contro il Verona e per fortuna non mi ha cacciato anche se lo meritavo. Abbiamo fatto 14 vittorie e 4 pareggi. Dopo quella giornata è stata particolare, non ho più fatto interviste. Sono successe robe strane. Quando si preparano partite così improntati si è parlato di tutto tranne che della partita. Poi è venuto il presidente nello spogliatoio e non si è parlato di nulla quando si doveva parlare id premi. Quello è il rammarico più grande, siamo arrivati scarichi, che era già fatta. In quel momento il calcio Napoli non aveva vinto ancora nessun scudetto e per noi quello era uno scudetto. Ho lasciato un pizzico di cuore qua, mi trovavo bene, il rammarico più grande è stato questo, il calcio è fatto di episodi ma l’emozione rimane. Oggi era geloso, quando c’ero io eravamo in pieno covid e giocavamo con lo stadio vuoto. Venire qui è sempre un’emozione grandissima”.
Un commento su Provstgaard? “Giocatore forte, un giovane che ha grandissima voglia di migliorarsi. Ha mentalità e alle volte bisogna frenarlo, è un martello. Per i dati che ha può fare qualsiasi sport, è un iron man. Ha grande cultura del lavoro e margini di miglioramento. Alle volte anche noi lo mettiamo in difficoltà. Quando andiamo uomo su uomo lo mettiamo in difficoltà avendo tanto campo da coprire. Oggi aveva un cliente difficile. Sta sul pezzo ed è sempre concentrato. Questo è un qualcosa che lo può aiutare”.













