Paolo Vanoli, allenatore della Fiorentina, è intervenuto in conferenza stampa al termine del match contro il Napoli:
Che sensazioni ci sono? “Non sono due punti persi, dobbiamo guardare a quello che stiamo facendo in campo. Ringrazio i tifosi, vedere uno stadio così che spinge, ci sono venuti a fare un grosso in bocca al lupo. Da quando sono arrivato la squadra si è messa al servizio del compagno. Dare tutto vuol dire anche trascinare questa gente. Dobbiamo guardare al nostro percorso, oggi abbiamo giocato contro una squadra forte che ha vinto uno scudetto e l’abbiamo affrontata a viso aperto sapendo che abbiamo commesso errori su cui dobbiamo lavorare ma anche oggi ho visto la voglia di andare a fare risultato. Complimenti ai ragazzi, penso che la cosa che più mi rimane è la reazione andando sotto, anche oggi dopo due traverse ci siamo addormentati e siamo andati sotto ma abbiamo avuto la lucidità di rimetterci in partita andando a pareggiare. I portieri sono stati i migliori in campo, partita a viso aperto. Giocare alle 12:30 col caldo ti fa allungare però se andiamo a vedere tiri e i tocchi dentro l’area, con un portiere fortissimo come Milinkovic, non era facile, son stati bravi”.
Secondo lei cosa è mancato alla Fiorentina per vincere? “Avere tanti giocatori in Nazionale mi fa sia piacere che no, potevamo lavorare parecchio in queste 3 settimane. Alcuni sono un po’ indietro, gli manca il ritmo partita, gli altri ragazzi che vanno avranno tante partite, bisogna stare molto attenti. Abbiamo avuto tante occasioni per andare in vantaggio, ho visto Pedro dal limite dell’area che è riuscito a ribattere. Abbiamo fatto gol sull’occasione meno nitida. Questo è vero anche dall’altra parte ma sappiamo che il Napoli è una squadra forte. Vieri stringeva troppo la linea e soffrivamo Politano. Siamo migliorati nel secondo tempo coi cambi”.
Più vicini alla vittoria che alla sconfitta. Sia spettava di avere un impatto così immediato? “Quando conosci l’ambiente, alla fine sono andato via da poco. Son tornato con grande voglia ed entusiasmo e ho questa voglia di fare un progetto importante”.
Che tipo di processo deve fare Oulai per essere integrato? “Penso che sia il vostro difetto, guardate singolarmente il calciatore. Devo sacrificare il talento per l’equilibrio. Questa squadra ha tanto talento ma abbiamo preso tanti gol, bisognava partire da questo. Oulai lo paragono a Kanté, anche se lui usava di più la testa. Avrà un futuro importante ma adesso dobbiamo fare un passo alla volta. Fagioli interpreta tatticamente un po’ meglio per dare equilibrio alla squadra. Oulai mi entusiasma, così come Pedro, ma per fare la formazione ce ne vogliono 11. Deve ancora imparare, senza togliere la sua energia. Quando giochi con giocatori offensivi e soprattutto nona vendo ancora trovato una quadra difensiva. Dragusin è stato straordinario, così come Luca e Pongra. Devo anche pensare a questo equilibrio ma devono stare tranquilli e lavorare. Ho in mano un grosso talento che alla lunga uscirà”.
Mi porto ‘immagine dei calciatori a terra coi crampi al 90’. In queste partite ho rivisto una Fiorentina che ha voglia di lottare fino alla fine. “Penso che sia il mio vangelo. I crampi arrivano anche dal fatto che devo gestire meglio il controllo della partita ma è il bello della gioventù. Dobbiamo imparare a soffrire ed andare. Abbiamo queste caratteristiche, nel corso dei 90 minuti devi essere bravo a progredire con la palla. Nel primo tempo, nell’ultimo terzo, abbiamo girato con calma. Va benissimo, senza sofferenza non si va da nessuna parte. Saremmo stati presuntuosi se pensavamo di non soffrire con il Napoli”.
Su che cosa ha lavorato maggiormente in questo periodo? “L’ho detto dal primo giorno, quello che ho viso da fuori era che c’era talento ma non si era una squadra. La squadra è fondamentale, vedere Franco che fa 3 corse di sacrificio indietro… Lautaro ieri correva. Il campione aiuta la squadra, partiamo da questo. Sono talenti e non glie lo tolgo ma bisogna aiutare la squadra, senza questo non si va lontano. Franco dopo il Venezia, l’ho fatto vedere a tutti i compagni, ha preso il migliore in campo e ha detto che secondo lui il migliore era stato Fagioli. Questo è essere campioni, andrà lontano. Dopo un periodo brutto, fai 3 gol… io non avrei avuto questa lucidità, sarei stato sotto la curva a festeggiare. Allora ci siamo. Possiamo solo far bene. Io guardo il contesto”.














