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Film Centenario SSC Napoli – Gli Attori raccontano la pellicola

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Si è tenuto queta mattina, alle ore 11:00 presso il bar Magnolia di Vico Belledonne, l’evento stampa esclusivo per l’inizio delle riprese del nuovo film della Filmauro sul Centenario della SSC Napoli.

Il film, anto dalla mente di Aurelio De Laurentiis, presidente del club partenopeo, con il soggetto di Mimmo Carratelli e Maurizio De Giovanni, scritto da Maurizio De Giovanni e Massimiliano Pacifico e diretto da Massimiliano Pacifico, sarà una narrazione dei 100 anni di storia degli azzurri, rievocata dal Professore, interpretato da Gino Rivieccio, frammentata dalle storie di Daniele, interpretato da Antonio Orefice, alle prese con il sogno di diventare match analyst, e Caterina, interpretata da Susy Del Giudice, che desidera fortemente un riavvicinamento al padre, Eugenio, interpretato da Giovanni Esposito, proprietario del Bar dello Sport dove ha luogo quanto narrato nella pellicola.

All’evento erano presenti il cast al completo, Massimiliano Pacifico, regista, Maurizio De Giovanni, scrittore e Edoardo De Laurentiis, vice-presidente del Napoli.

Di seguito le dichiarazioni dei suddetti rilasciati nel corso dell’evento:

Domanda per gli attori. Per voi non c’è bisogno di calarvi in una parte essendo tifosi del Napoli. Fare questo è più difficile?

Gino Rivieccio: “Io ho interpretato molto da tifoso, devo ringraziare Aurelio, mi ha fatto rivivere in questo film 100 anni di passione. Io dico sempre che essere tifosi del Napoli non è come esserlo di altre squadre. Il tifoso dell’Atalanta appena si sveglia la mattina chiama la mamma per vedere come sta, il tifoso del Napoli prende il telefonino e vede innanzitutto McTominay come sta, poi forse chiama la mamma. Si nasce tifosi del Napoli, lo si diventa da bambini ed è compito nostro insegnare, se ci si distrae poi succede, come ad un nostro amico, che scopri la foto di Platini nel cassetto di tuo figlio… Dopo aver sognato Maradona il ragazzo si è ravveduto”.

Giovanni Esposito: “Non sono tifoso, sono malato. Malatia che si diffonde. Spesso la passione sportiva è legata a ricordi personali. Leggendo una sceneggiatura ti può entrare dentro il ricordo di un altro. Al contrario momenti importantissimi per te verrebbero saltati a piè apri da un altro. Il Napoli diventa anche un momento personale ed umano, il personaggio viene invaso dalla vita da tifoso. Quello che abbiamo scoperto facendo questo film è che in 100 anni abbiamo vissuto tantissime cose. Emozioni, rimpianti, tantissime cose”.

Susy Del Giudice: “Mi sentivo un pesciolino fuor d’acqua in mezzo a tutti questi tifosi veri ma mi sono trovata in un gran bel gioco e mi sto divertendo. Raccontare di questa tifosa è come ricordare le tante donne tifose sfegatate che ne sanno molto di più di voi maschietti. Non storciamo il naso se una donna dice ‘questa formazione è sbagliata’ oppure ‘questa tattica è prevedibile’. Anche le tifose napoletane lo sanno e lo possono dire”.

Maurizio De Giovanni: “Un intento basilare della storia è proporre 4 tipologie diverse di tifosi del Napoli. Diverse generazioni e le tifose”.

Antonio Orefice: “Mi trovo molto d’accordo con quello che dicono Gino e Giovanni. Per fare questo film in primis devi essere tifoso se no non lo puoi fare. Poi essendo la generazione più giovane, mi sento di dire che sato imparando anche tante cose che non sapevo. La storia del Napoli è incredibile e sono davvero contento ed orgoglioso di fare questo progetto. Sono felice, forza Napoli sempre”.

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