Il fatto di essere soddisfatti di perdere di misura contro i vice campioni d’Europa, giocando praticamente sempre nella propria metà campo, certifica il decadimento di una squadra che ormai sembra rassegnata al ruolo di sparring partner. Un Napoli che, a parte la buona prestazione di Milano contro l’Inter, è stato sempre protagonista di prestazioni incolore decise dalla mediocrità di alcuni interpreti che in una squadra di vertice ci stanno come il tonno su una torta panna e cioccolato. Un decadimento principalmente nei valori di un organico che in alcuni reparti risulta colpevolmente carente, a partire dal centro della difesa dove c’è un solo vero giocatore degno di questo nome ossia Rrahmani, sull’out sinistro Olivera continua a fare disastri su disastri e Spinazzola non sembra adattarsi in quel ruolo dove il Napoli aveva un potenziale maggiore con Gutierrez sacrificato in nome del fatturato. A centrocampo, con McTominay ed Anguissa fuori per infortunio, la squadra è ridotta ai minimi termini con tre centrocampisti di ruolo che rispondono ai nomi di Lobotka, Gilmour e De Bruyne. Sugli esterni con un Neres ancora lontano dalla migliore condizione, un Politano in vistoso calo fisico, un Alisson che probabilmente dovrà restare fuori un po’ di tempo, ed un Lang che si conferma poco integrato nel progetto Napoli, resta ben poco, in attacco ancora meno con il solo Hojlund ed un improponibile Lucca capace, ancora una volta, di far perdere le staffe a Kevin De Bruyne. Difficile trovare qualche nota positiva nella serata che ha visto in Napoli vestire i panni di sparring partner davanti ad un Arsenal che ha dominato il gioco sprecando clamorose palle gol, anzi proprio il passivo ridotto ad una sola rete può rappresentare un aspetto positivo laddove la differenza reti spesso risulta determinante per il passaggio del turno. Dopo l’esclusione di Lang per motivi disciplinari e gli ennesimi infortuni, che questa volta hanno colpito Alisson e Meret che vanno ad infoltire un’infermeria dove ci sono Buongiorno, Marianucci, Giovane, McTominay ed Anguissa, ed un morale sotto ai tacchi dopo la terza sconfitta consecutiva, gli azzurri sono attesi adesso da due delicate partite contro il Bologna al Maradona ed a Firenze contro i viola, prima della lunga sosta per gli impegni delle Nazionali che vedrà il campionato fermarsi dal 21 settembre fino all’11 ottobre. La situazione non è delle migliori ed anche l’umore della tifoseria sta diventando pesante. La sensazione di un Garcia bis comincia ad attanagliare un po tutto l’ambiente e solo le vittorie potrebbero far intravedere l’uscita di un tunnel che al momento appare ancora lungo.














