Si ferma la corsa degli azzurri fermati al Maradona dal fanalino di coda Verona. Una gara indirizzata in maniera significativa dal Var Marini, non nuovo ad errori clamorosi a sfavore dei partenopei, complice anche un primo tempo incolore degli uomini di Conte scesi in campo molli e senza la determinazione messa in mostra nelle ultime gare. Il tecnico azzurro concedeva un po’ di riposo a Spinazzola ed a Juan Jesus, per altro diffidato, lanciando dal primo minuto Lang, ancora una volta deludente, e Gutierrez protagonista di una prestazione impalpabile. L’errore di Di Lorenzo, sul primo gol del Verona, e l’errore della squadra arbitrale che si perdevano il fallo su Buongiorno un’istante prima del tocco di mano da parte del difensore azzurro facevano andare le squadre con un clamoroso doppio vantaggio per gli ultimi della classe. Un “errore” clamoroso, prima del VAR Marini che richiamava l’arbitro e poi dallo stesso Marchetti che sanzionava il tocco di mano di Buongiorno, tipologia di rigore che lo stesso Rocchi, dopo uno penalty simile concesso al Verona nella gara contro la Juventus, aveva dichiarato che non ne sarebbero stati più fischiati. Nella ripresa un Napoli più determinato riusciva a rimettere in equilibrio il risultato anche a dispetto di altre contestate decisioni di Var ed arbitro. In particolare il gol annullato ad Hojlund per un presunto tocco di mano con braccio e mano attaccati al corpo e sulla cui valutazione l’arbitro si è fidato ciecamente della decisione del solito Marini senza andare a rivedere l’azione, un comportamento che stride con quanto fatto dall’arbitro di Parma-Inter, Colombo, che sul mani di Turam in occasione del gol di Bonny, andava a rivedersi l’azione. Un primo tempo sottotono ed una direzione di gara discutibile che fanno scivolare i partenopei a meno quattro dall’Inter a tre giorni dallo scontro diretto.

















