Luciano Spalletti, allenatore del Napoli, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match contro lo Spezia:
Insigne positivo, Osimhen ha twittato sulla disponibilità per la Coppa d’Africa. Alterato il clima positivo? “E’ sempre un dispiacere non avere elementi di quel livello, sperando che migliori la situazione per tutti noi ma dobbiamo affrontare il rischio che possa succedere sempre qualcosa di nuovo ed abbiamo l’imposizione di continuare a fare punti perché le partite passano per non ripassare più. Non si fa il riassunto delle gare non vinte ricordando cosa è accaduto in quel periodo, abbiamo davanti una gara difficile e dobbiamo dare continuità alla partita, come se fosse un continuo di Milano. Dobbiamo fare in modo di non essere mai usciti da San Siro e vincere una gara difficile, conosco bene quell’ambiente lì, ci ho giocato lì, ho amato squadra e città, sono legato in maniera particolare, so come vive la passione per questo sport e so che sarà una gara difficile. Ci dispiace per quelli fuori, ma quelli dentro devono sapere il loro comportamento”.
Lei farebbe disputare la Coppa d’Africa? Udinese-Salernitana a rischio, il Covid minaccia la regolarità? “Io faccio un altro ruolo, non sono nelle istituzioni. Per me è facile dire che in un momento così delicato la Coppa d’Africa è un mostro invisibile, apprezzerò molto quello che si vedrà nelle gare perché ci sono dei giocatori tra i migliori al mondo, ma dentro il mio spogliatoio non vedrò statue tipo Koulibaly e Osimhen ed allora mi mancano riferimenti. Si spera che il buon senso e la ragione delle istituzioni prevalga”
È possibile rivedere Di Lorenzo a sinistra e Malcuit a destra? “Quando le partite sono così ravvicinate bisogna prendersi qualche ora in più prima di tracciare. Dall’allenamento di stamane penso alla prossima partita con fiducia. Quelle che sono le reazioni nei muscoli dei ragazzi si vedranno oggi pomeriggio. Se mi chiama stasera glie lo potrò dire”.
Avrebbe firmato per questi 39 punti? Cosa è cambiato rispetto a tre mesi fa? “Per come sono fatto è un casino andare a dire se sono contento a no. A me rimane soprattutto il fastidio per quello che non sei riuscito a portare a casa. Io scendo sempre in campo, l’ultima volta ho messo anche i tacchetti di gomma, affamato come lo sono stato la prima volta che ho allenato. Sotto sotto io voglio andare a vincere perché lì dentro ci si tira il trascorrere quotidiano. Quando mi sveglio trovo i tifosi che mi accolgono mentre vado a prendere la macchina e ti scavano dentro. La direzione +è vincere tutte le partite”.
Ai tifosi le prime pagine dei quotidiani non vanno giù. Lei come vede il gol annullato a Kessié? “A caldo per qualcuno è stato un fuorigioco particolare ma a freddo tutti hanno detto, compresi gli organi dell’aia, in maniera unanime che era fuorigioco. Se poi qualcuno vuole rimanere a caldo è una scelta sua. È una regola UEFA, più nitido di così! Non capisco di cosa si parli”.
Su Lobotka: “È un, come quasi tutti i calciatori di questa squadra, bravo ragazzo innanzitutto. Poi io sono stato fortunato in carriera visto che ho avuto sempre grandi registi. Il buon regista è quello che sa fare tutto bene, il grande regista è quello he fa in modo che tutta la squadra faccia tutto bene. Lobotka è uno di questi. Poi di buoni registi ce ne abbiamo tanti. Di grandi registi c’è lui oppure Fabian. Poi dipende se giochi con un regista solo o due che si vanno a dividere i compiti. Il grande regista è anche quello che salva l’allenatore dalla follia. Di qui ne sono passati tanti come ad esempio Jorginho”.
È importante ritrovare il passo in casa dopo due sconfitte? “È vero, questa non è una conferenza di celebrazione della vittoria di Milano ma di preparazione al match contro lo Spezia. Vogliamo vincere questa partita qui. Le sconfitte alle volte creano anche presupposti di crescita creando una reazione nei giocatori. Io sono fiducioso come spero lo sia la mia squadra e lo voglio vedere dal primo minuto. Lo dobbiamo anche per chi vive per il risultato. Non si scherza coi sentimenti delle persone”.
Su Osimhen: “Non c’è domani per cui non è con lui che si può vincere questa partita”.
Sullo Spezia: “Ho visto molto bene lo Spezia contro l’Empoli. Oggi invece di vedere un montaggio della partita abbiamo fatto scorrere i primi 10 minuti del match senza pause per far capire quella che sarà la partita”.
Pensa che il Napoli possa essere l’anti Inter? “Noi le vogliamo vincere tutte e già l’essere anti mi disturba un po’. Noi non siamo l’anti di nessuno, giochiamo cercando di mostrare un buon calcio. Poi si andrà a vedere in fondo di chi siamo peggio. Dobbiamo vedere la nostra identità, il nostro progetto. La volontà di essere ambiziosi”.
Il Napoli è la squadra con la classifica migliore negli scontri diretti. “Quello che ognuno ha i suoi numeri per cui se prendo un solo dato dipende da dove lo guardo. Bisogna vedere il quadro generale”.
Sulla riqualificazione della rosa: “Per me è proprio un’impostazione professionale di voler stare con tutti allo stesso modo, di voler dare a tutti la possibilità di esprimersi. Poi attraverso quelli che sono i comportamenti si rende possibile quella che è una buona classifica. Se tu vai e gestisci la situazione evidenziando gli errori poi stai sulle scatole a tutti. Ovvio alle volte è necessario ma Il loro valore è indiscutibile. Loro sanno come si sta in uno spogliatoio e sanno che comportamento ci vuole”.
Sulla poca realizzazione dei tre dietro la punta: “Se uno non gioca 10 partite ovviamente i gol sono pochi. Con le 5 sostituzioni si riduce il minutaggio di quelli che scendono in campo dall’inizio togliendogli anche un po’ di possibilità. A Giuntoli ho detto che non si devono premiare i gol ma l’obiettivo. Anche a un difensore che salva un gol è un obiettivo e va premiato. Ci sono i titolari dei 60 minuti e dei 30, per me non conta quanti gol fai ma come fai giocare la squadra”.
Dal punto di vista tattico come si prepara la partita? “Bisogna avere un ordine e prevenzione corretta, c’è chi fa l’assaltatore e chi presidia la zona di campo dove loro riconquistano e ripartono, bisogna rimontargli addosso prima possibile, è la prima qualità altrimenti le distanze per la nostra conformazione tattica ci disturbano. Loro hanno 2 a tutta fascia, con chi li attacco? Se gli mando il quarto, il centrale finisce in bandierina, sono cose che servono negli allenamenti, in realtà solo oggi perché ieri siamo tornati tardi e s’è fatto defaticante con chi ha giocato”.
Su Juan Jesus: “Se si continua a dire del valore al singolo si va a togliere qualcosa a qualche altro giocatore. Le partite non si vincono con il comportamento di un solo giocatore. Se davanti pressano i difensori sono avvantaggiati. Sono tutti coinvolti nel comportamento del singolo. Juan Jesus ha fatto la sua parte molto bene anche se può ancora migliorare sotto alcuni aspetti”.



















