Nella conferenza stampa del post gara Spalletti chiarisce subito quanto accaduto al fischio finale: “Un problema tra me e Firenze? E perché non l’intera Toscana o l’Europa? I problemi sono sempre gli stessi che vengono a dirti “la maiala di tua madre” per 90’ con bambini vicini che guardano e ascoltano e nessuno gli dice niente. Sono anni che sento dire le stesse cose, bisogna prendere precauzioni se ci sono tre deficienti. Si dice che da tutte le parti fanno così, ma non è vero: a Napoli nessuno dice niente alla panchina dell’allenatore avversario. Si dice sempre di Napoli, ma se offendono a Firenze diciamolo di Firenze. Mia mamma ha 90 anni e ho solo quella, la maleducazione di questo livello è una cosa impossibile”.
Sulla partita Spalletti continua: “Porto via un punto, meritato e difficile. La partita è stata complicata, le due squadre si sono affrontate a viso aperto con occasioni di qua e di là. La nostra linea difensiva un paio di volte ha dovuto lavorare in inferiorità numerica per trenta secondi nel secondo tempo e l’ha fatto benissimo. Gollini è stato bravo su un paio di conclusioni e la palla sulla testa di Lozano è troppo facile per buttarla fuori”.
A chi gli chiede un giudizio sui nuovi, il tecnico storce il naso: “Mi aspettavo qualcosa di più quando ho fatto tutti quei cambi. La Fiorentina ha giocato tre giorni fa ma sono stati bravi a stare in campo con forza fino all’ultimo. Con i cambi non abbiamo dato l’impennata di freschezza anche perché contro certe squadre devi andarti a cercare l’uno-contro-uno a campo aperto”.
Sull’arbitro arrivano i complimenti di Spalletti: “Mi è piaciuto molto e nel secondo ha riequilibrato un po’ le cose. Speravo che ci fosse questa ricerca di un arbitraggio all’inglese, con contatti dei quali si dovrebbe smettere di far parlare gli opinionisti”.
Sulla prestazione opaca di Kvaratskhelia il tecnico non appare turbato:“Ha già avuto modo di farsi apprezzare ed essere conosciuto da compagni, dirigenti e tifosi del Napoli. Ha la volontà del calciatore giovane che vuole mettersi in luce e sulle spalle ha il messaggio di una nazione, la Georgia. Ora è un po’ frenetico perché vuole far vedere il suo valore tutto insieme, deve stare calmo e aspettare il momento giusto”.
Fino alla sosta si giocherà ogni tre giorni tra impegni di campionato e Champions ma Spalletti non sembra preoccupato: “Conosciamo la nostra storia e la nostra ambizione. Non abbiamo altra scelta se non andare a giocarci le partite tentando di fare i protagonisti. Non possiamo nasconderci. In costruzione, stasera, è stata persa qualche palla di troppo ma la volontà dei giocatori era di vincere la partita. Bisogna alzare la qualità in costruzione. Per il resto abbiamo fatto quanto dovevamo”.
Sul calo fisico evidenziato nel finale Spalletti non è d’accordo: “Non ho visto grandi difficoltà sotto l’aspetto fisico, semmai nella qualità di vedere uomini liberi sulla trequarti e nei passaggi. Sotto questi aspetti ho visto cose al di sotto delle nostre possibilità ma dal punto di vista fisico mi è sembrato tutto bene”.


















