Dopo due mesi di disastri arbitrali che tra gennaio e febbraio hanno tolto agli azzurri 10 punti, Rocchi continua ad avere atteggiamenti di sfida nei confronti del Club azzurro e dopo il recidivo Colombo mandato a dirigere (male!) a Verona dopo avere danneggiato i partenopei anche contro la Roma, ha pensato bene di continuare ad alimentare dubbi e sospetti sulla regolarità del torneo designando Fabbri per il match con il Torino. Il fischietto di Ravenna, infatti, in passato è stato spesso violentemente contestato dal Napoli per i tanti torti subiti, gli ultimi nel match con il Parma lo scorso 14 gennaio dove il fischietto romagnolo incise pesantemente sulla gara con la complicità del Var Gariglio: il direttore di gara romagnolo fece sfoggio di disparità di valutazioni non sanzionando una strattonata in area di Delprato su McTominay, rigore sacrosanto, e poi non sanzionò con il rigore un netto fallo in area parmense ancora su McTominay punendo, invece, un lieve contatto tra Lucca e Valenti avvenuto nella stessa azione. Ma i precedenti con Fabbri sono ricchi di disastri ai danni degli azzurri. Ancora vivo nella mente il ricordo degli errori e le polemiche scaturite nel post Roma-Napoli del 2 febbraio dello scorso anno, gara nella quale Fabbri, coadiuvato da Meraviglia e Abisso al Var, si è perso due rigori per gli azzurri per un fallo di Pisilli su Politano, cambiato in simulazione con tanto di cartellino giallo per il numero 21 partenopeo, ed un’evidente spinta, sempre in area giallorossa, di Kone su McTominay. Sebbene il bilancio dei 17 precedenti in campionato con il direttore di gara di Ravenna, sia favorevole agli azzurri con 8 successi, 8 pareggi ed 1 sola sconfitta a Verona nel gennaio del 2021 (3-1), Fabbri è stato spesso contestato dal Napoli come nella nella sfida del 2 maggio del 2021 al Maradona contro il Cagliari, dove con i suoi errori estrometteva di fatto il Napoli dalla Champions a favore della Juventus complice anche il solito Mazzoleni al VAR. Gli azzurri furono fermati sull’1-1 dai sardi con Fabbri che annullò una rete ad Osimhen (sarebbe stato il 2-0) per un inesistente fallo ai danni di Godin, mentre Mazzoleni al VAR schiacciava un pisolino. Altre proteste contro il fischietto romagnolo nell’aprile del 2023 allo Stadium contro i bianconeri nella gara vinta dagli azzurri per 1-0, in piena zona “Cesarini”, con la rete di Raspadori che di fatto sancì la conquista dello scudetto, match nel quale, però, Fabbri commise un grave errore non espellendo Gatti per un plateale pugno rifilato a Kvaratskhelia. Fabbri contestato anche nella trasferta di Marassi, contro il Genoa, nel settembre del 2023, per non avere annullato il gol del rossoblù Bani per una evidente spinta a due mani su Anguissa e per avere negato un netto fallo da rigore di Dragusin su Osimhen, errori determinanti sul 2-2 finale. Nel computo delle direzioni agli azzurri anche una semifinale di andata di Coppa Italia con l’Atalanta chiusa sullo 0-0
















