Dopo i disastri annunciati di Marchetti e Marini in Napoli-Verona e le rabbia di Conte esplosa al Meazza contro la squadra dei direttori di gara, il designatore Massa ha pensato bene di gettare altra benzina sul fuoco scegliendo Fabbri per la gara di domani contro il Parma. Il fischietto di Ravenna, infatti, in passato è stato spesso violentemente contestato dal Napoli per i tanti torti subiti. Ancora vivo nella mente il ricordo degli errori e le polemiche scaturite nel post Roma-Napoli del 2 febbraio scorso gara nella quale il fischietto di Ravenna, coadiuvato da Meraviglia e Abisso al Var, si è perso due rigori per gli azzurri per un fallo di Pisilli su Politano, cambiato in simulazione con tanto di cartellino giallo per il numero 21 partenopeo, ed un’evidente spinta, sempre in area giallorossa, di Kone su McTominay.
Sebbene il bilancio dei 16 precedenti in campionato con il direttore di gara di Ravenna, sia favorevole agli azzurri con 8 successi, 7 pareggi ed 1 sola sconfitta a Verona nel gennaio del 2021 (3-1), Fabbri è stato spesso contestato dal Napoli come nella nella sfida del 2 maggio del 2021 al Maradona contro il Cagliari, dove con i suoi errori estrometteva di fatto il Napoli dalla Champions a favore della Juventus complice anche il solito Mazzoleni al VAR. Gli azzurri furono fermati sull’1-1 dai sardi con Fabbri che annullò una rete ad Osimhen (sarebbe stato il 2-0) per un inesistente fallo ai danni di Godin, mentre Mazzoleni al VAR schiacciava un pisolino. Altre proteste contro il fischietto romagnolo nell’aprile del 2023 allo Stadium contro i bianconeri nella gara vinta dagli azzurri per 1-0, in piena zona “Cesarini”, con la rete di Raspadori che di fatto sancì la conquista dello scudetto, match nel quale, però, Fabbri commise un grave errore non espellendo Gatti per un plateale pugno rifilato a Kvaratskhelia. Fabbri contestato anche nella trasferta di Marassi, contro il Genoa, nel settembre del 2023, per non avere annullato il gol del rossoblù Bani per una evidente spinta a due mani su Anguissa e per avere negato un netto fallo da rigore di Dragusin su Osimhen, errori determinanti sul 2-2 finale. Nel computo delle direzioni agli azzurri anche una semifinale di andata di Coppa Italia con l’Atalanta chiusa sullo 0-0


















