Sono 15 i precedenti con il Napoli di Chiffi, tra i quali anche un ottavo di finale di Coppa Italia con il Sassuolo vinto dai partenopei per 2-0. Il bilancio pende dalla parte degli azzurri con 11 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte fatte registrare nelle ultime direzioni di gara, entrambe in questa stagione ed entrambe con grandi contestazioni da parte del Napoli. Il 28 settembre scorso al Meazza contro il Milan, disastrosa la direzione del fischietto padovano che incideva in maniera determinante sul risultato: al 20′ gli azzurri reclamano un rigore con Anguissa che va giù in area dopo un contatto con Modric; al 37′ altro penalty chiesto dai partenopei per un contatto in area tra Tomori e McTominay questo molto più clamoroso ma non per l’arbitro ed il Var; al 54′ Estupiñan atterra in area con una trattenuta Di Lorenzo, che era pronto a insaccare da due passi, Chiffi stavolta non può esimersi dall’intervenire decretando il rigore per gli azzurri e ammonendo il milanista che impossibilitato ad intervenire sulla palla impediva una chiara occasione da rete, per questo, interveniva il Var che faceva cambiare il colore del cartellino in un rosso diretto per Estupinan. Disastrosa anche l’ultima direzione di gara agli azzurri lo scorso novembre in una delle più opache prestazioni della squadra di Conte, con il fischietto padovano si perdeva un paio di rossi: sul tartassato Hojlund che, dopo l’ennesimo fallo subito, da terra da vauna gomitata in petto a Ferguson con lo scozzese che, però, si toccava il volto facendo propendere l’arbitro verso una simulazione; manca un rosso anche per Orsolini che interviene con il piede a martello sulla caviglia di Gutierrez; raddoppio del Bologna viziato in partenza da un netto fallo di Bernardeschi su Hojlund; al 92’, Chiffi si perde un fallo in area su Hojlund messo a terra da una maldestra scivolata di un difensore rossoblu.
Una designazione, quindi, che alla luce delle tante polemiche di queste ultime settimane e dei tanti torti subiti dagli azzurri, poteva essere evitata e che sottolinea, ancora una volta, la scarsa attenzione e sensibilità del designatore sempre più nell’occhio del ciclone
















