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NAPOLI, SENTI MAZZARRI: “SOLO BALLE SUL MIO RITORNO”

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Walter Mazzarri era uno di quei nomi che era stato accostato alla panchina del Napoli nei giorni più turbolenti, dove Rudi Garcia sembra sul punto di lasciare il club partenopeo. Tornato il sereno con le vittorie in campionato e Champions League, l’allenatore toscano ha deciso di parlare rilasciando un’intervista al direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni, dove ha smentito seccamente, proprio come avvenuto ieri ad Auriemma, un possibile suo avvicendamento con il tecnico francese. “Il Napoli che mi piaceva tanto l’anno scorso con Spalletti me lo sono studiato a memoria. Conosco tutti i movimenti che facevano, questo fa parte di me. Ma finisce qui. Non ho sentito nessuno del Napoli. Sono balle” ha tenuto a precisare Mazzarri. Il botta e risposta:
Nel 2011 eri l’allenatore dei sogni. C’era un premio così concepito e lo assegnarono proprio a te.

«Ne ho vinti tanti, di premi. Ora non me li ricordo tutti quanti, se do un’occhiata in casa c’ho un sacco di roba, però sai come sono fatto, io guardo sempre al giorno dopo, mai indietro. Probabilmente sono ancora molto giovane, solo quando sarò vecchio mi guarderò indietro».

La retromarcia la innesto io, se permetti: i quattro anni a Napoli restano indimenticabili.

«Da quando è presidente De Laurentiis sono quello che c’è stato più a lungo. Voglio solo dire che con lui ho avuto un rapporto stupendo. E se fosse stato per De Laurentiis sarei rimasto tanti anni ancora, come si usa in Inghilterra. Però, lo dissi anche a suo tempo, dopo quattro anni se non cambi tutti i giocatori o non ne cambi tanti, diventi troppo prevedibile. È anche una questione di linguaggio. Pensai che fosse quello il momento di andar via».

De Laurentiis non è esattamente un presidente facile.

«Sai cosa ti dico? Io sono uno stakanovista, quando lavoro sono un martello, anche per questo mi sono concesso delle pause. Lui mi chiamava, almeno i primi tempi, alle 6 del mattino, massimo le 6:30, e mi faceva un favore. Alle 9 ero già al campo per l’allenamento e il confronto era stato pieno, completo. Con lui avevo un rapporto diretto, gli spiegavo cosa avrei fatto, insomma trovammo una sinergia importante».
A Napoli torneresti.

«A Napoli vorrebbero tornare tutti perché è una squadra forte, il club è diventato importante. Napoli è un posto affascinante. Se dovessi avere, come ho avuto, delle chance di rientrare, mi piacerebbe trovare gente disposta a capire il calcio che intendo fare. Mi piace insegnare, migliorare i giocatori, impostare un lavoro serio. Programmare: chiedo troppo?».

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