Philip Billing, nuovo centrocampista del Napoli arrivato a gennaio in prestito dal Bournemouth, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Radio CRC, raccontando le sue prime impressioni sull’ambiente azzurro, su mister Antonio Conte e sull’esperienza nel campionato italiano.
Uno dei motivi principali che hanno spinto Billing a scegliere Napoli è proprio la presenza di Antonio Conte sulla panchina azzurra: “È uno dei motivi per cui sono venuto qui, naturalmente. È un vincente e in allenamento devi essere sul pezzo ogni giorno. Sono venuto qui per imparare e diventare un giocatore migliore: penso che lui sia l’uomo perfetto per questo”.
L’inserimento nel gruppo squadra è stato facilitato dall’accoglienza ricevuta dai compagni: “Quando vieni dall’estero in una situazione come questa, sai di dover trovare il tuo posto, ma qui sono tutti grandi. Il rapporto tra i miei compagni è come quello di una famiglia. Tutti sono stati gentili con me e cercano di aiutarmi. Ho solo cose positive da dire sul gruppo che ho trovato qui: lavorano tutti duramente”.
Billing ha elogiato due compagni di reparto, Scott McTominay e Frank Anguissa, sottolineando la loro qualità e il suo desiderio di apprendere da loro: “Penso che siano entrambi due grandissimi giocatori. Mi diverto ad allenarmi insieme a loro, li guardo molto per vedere cosa fanno, perché ovviamente sono qui da più tempo di me. Parto dal mio modo di giocare, ma cercando di imparare anche attraverso loro. Sono entrambi incredibili: ottimi profili sia sul piano fisico che tecnico, giocatori che corrono molto e segnano anche”.
Il centrocampista danese ha parlato anche delle differenze tra il calcio inglese e quello italiano, evidenziando l’importanza della tattica in Serie A: “Rispetto alla Premier League, quello che mi ha impressionato di più della Serie A è l’aspetto tattico. Questo ti spinge ad usare molto di più il cervello. Ogni giorno ci concentriamo sulla tattica e mi piace: ti aiuta a capire meglio il gioco”.
Billing ha vissuto da vicino l’atmosfera del Maradona in uno dei big match più attesi dell’anno: “È stato da pelle d’oca vedere lo stadio pieno e i tifosi cantare con passione durante tutta la partita. È molto diverso rispetto a dov’ero prima: è un qualcosa che ti dà molta carica e grinta. Mi è piaciuto molto”.
L’ex Bournemouth sta iniziando a conoscere meglio la città e la cultura partenopea: “Ho guidato un po’ in giro, quindi ho visto già qualcosa. Ovviamente il Vesuvio, il lungomare e poi da lontano anche Capri ed Amalfi”.
Infine, un accenno ai suoi gusti musicali: “Ascolto il rap e la musica house. Ovviamente sento molta musica danese, ma penso che inizierò ad ascoltare anche un po’ di musica italiana per capire meglio la lingua”.


















