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L’imbarazzante provvedimento del Ministro degli Interni, tifosi interisti ancora una volta graziati

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L’elefante partorì il topolino. Così si potrebbe definire il provvedimento che il Ministro Piantedosi ha emanato dopo il grave e pericoloso episodio che ha visti coinvolti i tifosi dell’Inter a Cremona. Divieto di trasferta per i tifosi dell’Inter fino al 23 marzo 2026, ossia per le tre gare esterne che i nerazzurri disputeranno a Reggio Emilia contro il Sassuolo, a Lecce ed a Firenze. Un provvedimento che stride in maniera clamorosa con il pugno di ferro che nell’ultimo mese il Ministro Piantedosi ha usato nei confronti i tifosi di Roma, Fiorentina, Lazio e Napoli, puniti con il divieto di trasferta fino al termine del campionato, sanzione, invece, risparmiata ai tifosi interisti che nell’ultimo anno si sono resi protagonisti di numerosi incidenti, a partire dagli scontri di Lecce del gennaio dello scorso anno, passando da quelli dello scorso maggio a Como e per finire a quelli che il 14 dicembre scorso li hanno visti ingaggiare una guerriglia urbana con i tifosi del Genoa con quindici operatori dei reparti mobili costretti a ricorrere a cure mediche presso gli ospedali cittadini.  Questo provvedimento disposto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dopo il lancio del petardo verso il portiere della Cremonese Audero rasenta veramente il ridicolo perché, sanzioni alla mano, ha ritenuto meno grave un tentato omicidio, perché di questo, forse, si sarebbe potuto parlare se la bomba carta avesse preso in pieno Audero invece di cadergli nelle vicinanze, di scaramucce tra tifosi che, nel caso dei tifosi azzurri sono ancora tutte da dimostrare. Infatti, per i 300 tifosi azzurri identificati a Torino a distanza di ore dai presunti tafferugli in A1, non è ancora chiaro se abbiano partecipato agli scontri mentre parte della politica e tifosi preparano ricorsi e richieste di risarcimento danni per quello che l’avv. Pisani ha definito “una misura indiscriminata, punitiva e profondamente ingiusta, che non colpisce i responsabili di eventuali violenze ma spara nel mucchio, punendo migliaia di cittadini onesti, famiglie, lavoratori, giovani e appassionati di sport. Siamo di fronte a una violenza istituzionale, mascherata da sicurezza. Impugneremo tutto e chiederemo risarcimenti per ogni tifoso colpito”.

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