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Juve, Spalletti in conferenza stampa: “Il Napoli ha difficoltà ma 10 su 11 erano titolari…”

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Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, è intervenuto in conferenza stampaal termine del match contro il Napoli:

Quanto volte ha visto la sfida di Napoli? Quanto è stata importante la vittoria di mercoledì? “L’ho rivista perché se l’analisi si fa sui noi stessi ci sono doppie cose da analizzare. Secondo me ci ha fatto meglio dal punto di vista di reazione e di prendere consapevolezza, convinzione del nostro comportamento, ci danno di più le sconfitte, perché ti danno un dolore forte. Non devi eliminarlo ma deve farti una corteccia da quercia secolare. Quella difficoltà di superare quel momento lì ti crea sostanza e una pelle ruvida”.

Che Napoli ha visto? “Da un punto di vista professionale io vado alla ricerca dei 3 punti e valgono tutte uguale. Poi vincere con gli ex campioni d’Italia ti dà ancora più certezze per avere consapevolezza di essere squadra forte. È un’iniezione di fiducia per la squadra. Il Napoli, in questo momento, ha delle difficoltà nelle scelte, però la squadra che ha messo in campo erano 10/11 della squadra titolare. Dipende dal momento che sta attraversando ma noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare. La partita è rimasta in bilico quasi sempre, è rimasta aperta quasi per tutta la squadra. Partita difficile, vinta meritatamente”.

Un giudizio su David. “È quello che avete visto. Lui è un giocatore con delle caratteristiche ben precise che lo rendono forte. Ma è sempre lo stesso discorso: la partita somiglia a una scatola vuota e ci van messe più cose dentro. Quando viene a relazionare è fortissimo, gli manca quella roba lì che ha Hojlund che stoppa col petto e la rende giocabile. Ha fatto gol ma c’è da difendere anche. Ci sono caratteristiche ma bisogna metterci qualcos’altro. Scatola vuota, ci vanno mese più cose. Yildiz è un alieno, non rientra mai nella normalità, rimane sempre un extraterrestre”.

Ora arriva una settimana importante. “Per me la settimana importante è la prima. Poi domani diventa una settimana importante. Tenere la barra dritta vuol dire non fare i bulli, perché a Cagliari abbiamo battuti i denti, meritavamo la vittoria come con il Lecce ma nessuno ci ridarà i punti. Tu devi far vedere amore in tutto quello che fai, perché se fai il bullo è giusto che tu venga pasticciato. Noi dobbiamo fare le cose con grande umiltà e dobbiamo essere riconoscenti al pubblico che oggi gridava come forsennati. Dobbiamo dimostrare al pubblico che hanno a che fare con persone serie e non bambocci viziati”.

Fino a qualche anno fa allo Stadium gli avversari arrivavano con timore reverenziale. Si sta tonando a questo punto? “Ma che paura, non ci frega nulla di far paura. Vogliamo che chi ci vuole be e sia orgoglioso di noi, la gente deve tornare a casa dicendo che sono orgogliosi di questi calciatori, punto e basta. Il rispetto si guadagni e la paura si impone. A noi non interessa niente, dobbiamo dimostrare a noi stessi che valiamo qualcosa dal punto di vista professionale e questo è il modo giusto, vai a sfidarti a viso aperto e tieni la partita in bilico per tanto tempo. Però se vado a mettere davanti l’atteggiamento dell’andata e di questa partita qui vedo molte cose differenti. Di questo sono riconoscente e ringrazio i miei calciatori per aver lavorato per diventare diversi da come eravamo”.

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