La trasferta di Champions a Braga regala agli azzurri tre punti ma non soddisfa tifosi e, probabilmente, anche squadra e società sotto l’aspetto del gioco. Un Napoli discreto nei primi 45 minuti che si dissolve nella ripresa, mano mano che passavano i minuti fino a subire addirittura il pareggio dei padroni di casa. Un pizzico di fortuna, non avuta nella prima frazione di gioco, consentiva ai partenopei di riprendere il vantaggio grazie ad un’autorete anche se appariva mortificante, al cospetto di un avversario modesto, l’asserragliarsi nella propria tre quarti, nei minuti finali, a difesa dello striminzito vantaggio con un inedito 5-3-2. Una vittoria che non dissipa i dubbi sulla gestione tecnica di Garcia, ancora una volta protagonista di cambi discutibili e, soprattutto, di non riuscire ancora a dare un’identità a questa squadra ed una condizione atletica ottimale: molti giocatori appaiono la brutta copia di quelli ammirati nella scorsa stagione, su tutti Osimhen e Kvaratskhelia che stentano a ritrovare lo smalto dello scorso campionato. La coppia di centrali difensivi appare poi inadeguata sia per caratteristiche fisiche che tecniche: quella formata da Raahmani e Juan Jesus risulta troppo lenta e poco assortita; quella, alla quale è stato costretto il tecnico azzurro per l’infortunio di Rrahmani, ossia quella formata da Ostigard e Juan Jesus, lascia a desiderare sotto l’aspetto della compattezza con il norvegese spesso fuori posizione e molto falloso nelle uscite con la palla al piede. Nella serata di Braga i tre punti sono stati l’unica nota lieta per un Napoli ancora una volta deludente sia sotto il profilo del gioco sia nell’approccio mentale alla gara. Una Napoli timoroso che torna a casa con un successo ma con tanti dubbi ed incertezze.












