Mario Giuffredi, procurate di molti calciatori del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Fanpage. Di seguito un estratto estrapolato dalla nostra redazione:
Con alcuni presidenti hai un rapporto spigoloso. De Laurentiis e Lotito, ad esempio. C’è stato mai un momento in cui hai pensato: con loro basta.
Tutti i giorni. Dei presidenti non mi interessa: curano la loro azienda, mentre io devo curare la mia. Quindi se gli interessi sono reciproci e si sposano, bene, altrimenti io combatto e faccio la guerra per i miei calciatori. Ma non devo andare d’accordo per forza con De Laurentiis o Lotito. Loro sono quelli caratterialmente più difficili, ma anche i più bravi in assoluto. Hanno un’intelligenza fuori dalla media e sanno apprezzare quando fai bene il tuo lavoro, anche col mio modo di pormi duro, sbagliato, antipatico. Perché sanno che trovano di fronte una persona onesta e leale. Sono convinto che nella loro società vorrebbero uno come me.
La risposta è tutta lì. Se fossi un procuratore che si comporta male col Napoli, De Laurentiis in prima fila alla presentazione del mio libro non ci verrebbe. La mia storia col Napoli è fatta di cose positive. Ho portato Di Lorenzo per due soldi ed è stato il capitano dei due Scudetti. Hysaj e Mario Rui, sempre per due soldi. Politano ha vinto due Scudetti e un certo punto doveva andare via da Napoli. Non perché lo volessi io, ma perché non c’era un buon rapporto con Spalletti. Mi sono messo in aereo, sono andato in ritiro a parlare con entrambi, li ho messi insieme e gli ho fatto far pace. Se questo è volere il male del Napoli, non so. Ma vi faccio un altro esempio.
Il Napoli va a fare la Supercoppa in Arabia Saudita nell’anno in cui finirà decimo. Politano poteva andare all’Al Shabab a guadagnare 7-8 milioni l’anno. Il presidente mi dice: “Mario, se mi togli Politano avrò grandi problemi. Aiutami a tenerlo qui”. Io non sono mai stato un ostacolo. Potevo dire: “Benissimo, Politano vuole restare a Napoli. Presidente, tu vuoi tenere Politano? E i tre milioni di commissione dall’Al Shabab chi me li dà?”. E invece li ho persi, per l’amore che ho per il Napoli e il rispetto che nutro verso De Laurentiis.
Tutte le volte che si parla. De Laurentiis rispetta le persone come me, che gli dicono in faccia quello che pensano. Magari in alcuni momenti mi ha odiato, ma sono convinto che quando era da solo pensava: “Cazzo, questo è proprio bravo”. Io lo porterò nel cuore per sempre, perché la mia vita è cambiata e migliorata grazie al Napoli e a De Laurentiis. Mi sono sempre reso disponibile per qualsiasi cosa mi abbia chiesto. Sono andato a litigare con i giornalisti, o a parlarci quando la squadra andava male con Rudi Garcia, pur di aiutare il Napoli”.


















