Sfumato,il sogno scudetto, De Laurentiis rinvia ogni pianificazione del futuro a fine campionato: “Noi dal 22 di maggio dovremmo fare una full immersion di pensiero di come guardare il futuro. Sono sempre improntato a guardare il domani e non il passato, cosa che mi hanno semopre rinfacciato. Secondo me c’è chi si vuole attaccare la medaglia senza pensare di fare dei danni, perchè le partite son diventate troppe e tutte a discapito dei campionati nazionali. Il tifoso è l’utilizzatore finale del calcio e tutto questo viene fatto a discapito dei tifosi. Se si accontentano tante realtà straniere e sei costretto a favorirle, visto che vi siete promessi amore eterno per il distacco della SuperLega, ci sono vari club inglesi che dicono ‘come facciamo a fare la Champions?’. Allora si sono inventati che per la Champions saranno 36 partecipanti e 4 verranno recuperate in base a quelli che sono i valori raccolti in X anni precedenti. Su queste promesse non si può basare nulla. Il calcio è industria e in questo caso questi signori devono farsi da parte e le leghe devono avere la forza di autoammistrarsi da sole. Così si rischia di sfasciare il giocattolo. O si riduono le squadre nazionali a 14 oppure ditemi com’è possibile giocare tutte ste partite. Altrimenti dovremmo avere squadre da 40 giocatori, ma poi come si allenerebbero?”.
Rivoluzione l’anno venturo? “E’ sbagliato il termine rivoluzione, io parlerei di adeguamento rispetto a quello che è il livello del calcio internazionale. L’importante è creare delle regole dove per iscriversi al campionato bisogna avere i conti in ordine. Le proposte devono nascere nella Lega stessa e non dalla Federcalcio. La Federcalcio non finanzia la Lega Serie A, ma è il contrario. Si sono invertite le parti, qui torniamo sul problema di mettersi le medaglie e voler dettare ciò che si deve fare o no. Non è detto che perchè tu abbia avuto il Castel di Sangro debba avere un’esperienza tale come chi amministra un club di Serie A da quasi vent’anni”.

















