Conferenza stampa per Antonio Conte alla vigilia del big-match della 21esima giornata, subito una domanda su come cambiano le ambizioni senza un giocatore come Kvaratskhelia: “Abbiamo, comunque, fatto 47 punti che, secondo me, sono frutto di grande lavoro. Oggi ci stiamo soffermando su Kvara però se andiamo ad analizzare in maniera oggettiva questa è una squadra che, rispetto all’anno scorso, è senza tre giocatori, quattro rispetto alla squadra dello scudetto perché ci mettiamo Kim insieme a Osimhen, quindi diciamo che e questo è un dato poi a livello a livello soggettivo ognuno di noi può dire la propria, può dire che il Napoli è più forte, che ne esce rinforzato, che ne esce indebolito, che ha bisogno di questo e di quest’altro. Sta di fatto che questo è un altro Napoli, penso che con la partenza di Kvara sicuramente è un Napoli diverso rispetto al Napoli che ha vinto lo scudetto e che comunque l’anno scorso non ha avuto un buon un buon campionato. Noi quello che dobbiamo fare dobbiamo e continuare a lavorare perché sappiamo che il lavoro ci ha portato oggi a stare lì con 47 punti e stare per tanto tempo in testa alla classifica e forse siamo stati la squadra che è stata più volte in testa rispetto alle altre. Va dato merito ai ragazzi, al lavoro che stiamo facendo però, al tempo stesso, non bisogna neanche dimenticare che, comunque, questo è Napoli diverso, è un’altro Napoli rispetto a quello di due anni fa ed ancora di più adesso che è andato via un altro pezzo da novanta”.
Se sia Neres il sostituto di Kvara o se si aspetta qualche sostituto dal mercato da Conte arriva una risposta scontata: “Questa è una domanda che dovete fare al al Club e al direttore, a chi opera sul mercato. Sono venuto a Napoli per cercare di aiutare il Napoli in un momento sicuramente di difficoltà e quindi ho sposato questa situazione perché avevo il piacere di vivere un’esperienza in una città come Napoli, con tutta questa passione. Detto questo cerchiamo di fare le cose nel migliore dei modi, sappiamo quali sono tra virgolette i nostri limiti rispetto ad altri club però al tempo stesso dico sempre che dobbiamo essere ambiziosi perché se non dovessimo essere ambiziosi non ci sarebbe quella voglia, quella determinazione, quella cattiveria anche agonistica di lavorare per cercare di migliorare e per cercare di stare tra le prime squadre del campionato di serie A. Quindi come dico sempre testa bassa e pedalare qualsiasi cosa accada intorno a noi. Ci sono delle cose che noi possiamo indirizzare ed altre cose che non possiamo indirizzare, inutile perderci tempo perché perderesti solo energia ed io non voglio perdere energia perché ho bisogno di dare energia, tutta la mia energia alla squadra. Oggi noi dobbiamo essere concentrati, io devo essere molto concentrato sulla squadra perché comunque stiamo facendo qualcosa di bello e devo cercare di tutelarlo nel miglior modo possibile perché questi ragazzi non meritano di non essere tutelati”.
Sulla striscia positiva del Napoli che ha consentito agli azzurri di scavalcare proprio l’Atalanta il tecnico azzurro sorride: “Parli delle statistiche nostre ma vedi l’Atalanta che cosa ha fatto nelle ultime partite mi sa che ne ha vinte 12 consecutive o sbaglio, ah 11, stiamo parlando di una squadra che forte era e forte è rimasta anzi, oggi è una squadra che ha la consapevolezza di essere una squadra forte perché hanno vinto e hanno vinto l’Europa League battendo la squadra che ha vinto il campionato di Germania. Oggi l’Atalanta è una realtà però, sai, quando vinci acquisti anche quella fiducia, quell’autostima, quella consapevolezza che ti fa dire, oh me la posso giocare con tutti. Oggi loro hanno questa forza di potersela giocare con tutti. Detto questo noi non non ci dobbiamo concentrare sull’Atalanta ma dobbiamo concentrarci su di noi, penso che, comunque, la squadra è cresciuta dall’ultima partita che abbiamo giocato contro l’Atalanta e dobbiamo continuare questo processo di crescita. Non so come finirà la partita di domani però abbiamo bisogno anche di queste partite fuori casa contro squadre forti per per misurarci, l’ho detto ai ragazzi, noi dobbiamo misurarci e dobbiamo capire se siamo vicini e quanto manca per avvicinarci sempre di più e sperare di vincere”.
Su come possa incidere sullo spogliatoio l’addio di Kvaratskhelia il tecnico azzurro prosegue: “Riavvolgiamo un attimo il nastro, io ho detto che il mese di gennaio è un mese particolare perché, al di là del fatto che si chiami mercato di riparazione, quando c’è il mercato di riparazione c’è chi esce e chi entra e noi oggi siamo, comunque, a metà a metà mese e già sono usciti quattro giocatori, sono andati via Caprile, Folorunsho, Zerbin e adesso è andato via Kvara e chiaramente, per delle dinamiche che si creano nello spogliatoio, perché si parla anche di dinamiche umane perché poi dopo sei mesi, al di là dell’aspetto tecnico tattico, con tutti i calciatori si creano delle dinamiche umane, dei rapporti anche tra di loro ed è inevitabile che scossoni così forti possano creare comunque dei piccoli scompensi. Detto questo noi dovremmo essere bravi a mantenere l’unità che abbiamo creato fino al primo al 1 gennaio perché come vi ricordate ho sempre detto i punti che abbiamo fatto sono frutto di 24 calciatori e non solo degli 11 giocatori che sistematicamente andavano in campo e dovremmo essere bravi anche con chi è arrivato. Sono soddisfatto perché comunque sono arrivati bravi ragazzi però hanno bisogno anche di adattarsi alla metodologia, di adattarsi alle situazioni di tecnico tattiche nuove e noi dovremmo essere bravi, quanto prima, a ricreare di nuovo quell’alchimia cercando di sopperire anche ad un’assenza importante come quella di Kvara. Però non ci siamo mai lamentati e non lo faremo neanche adesso, sono dinamiche calcistiche queste che ci sono state anche in passato e mi auguro che c’è ne siano quanto meno possibili in futuro”.
Con l’Atalanta sfida scudetto? “Domani si gioca una partita importante ma penso che nel momento in cui alla fine il giocatore ed il Club abbiano deciso di trovare la soluzione, già lì il gruppo, vuoi o non vuoi, ha dovuto metabolizzare questa uscita e quindi la realtà quotidiana ti impone di cercare di impegnarti ancora di più per cercare di sopperire a qualsiasi situazione che magari può sembrare un po’ penalizzante per la propria squadra. La classifica dice che noi siamo in testa alla classifica e l’Atalanta è vicino a noi così come c’è l’Inter. Poi se mi volete far dire che questa è una sfida scudetto, sinceramente non me la sento ancora di dire che è una sfida scudetto perché so che noi dobbiamo fare degli step quindi è ancora troppo presto per farmi dire che questa possa essere una sfida scudetto. Andiamo avanti per la nostra strada non guardando agli altri e sapendo che dobbiamo fare punti e cercare, come dico sempre, di mettere fieno in cascina ed averne già messo ci permette di andare domani a Bergamo a fare una partita e non di essere legati al risultato, però al tempo stesso sono sfide che ci devono anche far capire a che punto siamo nel nostro percorso”.
Sull’entusiasmo che sta accompagnando la squadra Conte continua: “La passione è l’unica cosa che non puoi togliere al tifoso napoletano e quindi questa è una cosa bellissima perché c’è talmente un attaccamento nei confronti della squadra che fai fatica a non percepirlo, quindi è inevitabile che nel momento in cui la squadra è in testa alla classifica ci sia questa grande passione intorno ai calciatori e intorno al al club, quello che dobbiamo fare è cercare di alimentare questa passione nel miglior modo possibile senza avere rimpianti e lasciando il campo sempre con la maglia sudata e, al di là del risultato, penso che il tifoso deve apprezzare sempre il fatto che noi dobbiamo dare sempre tutto fino all’ultima goccia di sudore”.
Sulla crescita della squadra anche sotto l’aspetto del gioco l’allenatore azzurro continua: “Io parto dal presupposto che è difficile vincere i campionati o comunque entrare in zona Champions se non produci qualcosa di bello e di produttivo, poi, magari, ci sono delle situazioni che a volte sono più pompate a livello mediatico o altre meno per diversi interessi. Quando fai tanti punti non penso che sia solo fortuna, o che sia dovuta al caso, o perché altre squadre stanno stanno performando di meno, noi sicuramente stiamo crescendo, abbiamo fatto un percorso che non è stato semplice e non sarà semplice. Abbiamo dovuto comunque adattarci a tante situazioni anche io mi sono dovuto adattare a tempistiche, come vi dicevo, di arrivo di calciatori all’ultimo momento dopo che avevi impostato la squadra in una certa maniera, però, la disponibilità da parte loro mi ha dato quella forza anche di provare diverse situazioni e trovare, poi, l’assetto giusto”


















