Antonio Conte, allenatore del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Prime Video al termine del match di Champions League contro il Chelsea:
“Disastri sono altri, stiamo parlando di sport. Ognuno di noi cerca di fare il proprio meglio. In questo disastro calcistico ci sta l’aver vinto uno scudetto e una supercoppa. Bisogna andarci piano con le parole e analizzare bene il cammino. Oggi abbiamo giocato senza 13 giocatori e abbiamo tenuto testa al Chelsea meritando molto di più. Abbiamo giuocato una partita di stampo europeo e questo penso sia la cosa più importante. È dall’inizio dell’anno che abbiamo gravi defezioni e alla fine stiamo continuando a crescere. Poi sicuramente l’errore più grosso è stato quello di Copenaghen, sicuramente la partita del rimpianto. Eravamo tutti d’accordo anche coi ragazzi. Non puoi vincere una partita 1-0 con un uomo in più e concedere un rigore. Adesso saremmo giù qualificati e oggi sarebbe stata di importanza minore, anche se queste partite servono a misurare il proprio livello. Con soli 13 giocatori di movimento questa partita dimostra che questo Napoli e quello che sta facendo non è frutto del caso ma di attento lavoro che ha bisogno di essere continuato a fare per continuare a crescere. Dobbiamo anche avere un po’ di buona sorte, non penso ci sia una squadra al mondo messa come noi”.
Quando vede questa classifica un po’ è risentito? “Sai è inevitabile che tutti quanti avremmo voluto far meglio, potevamo farlo e meritavamo di far meglio. Il problema è che, ripeto, c’è questa classifica e significa che possiamo solo migliorare. C’è da conquistare di nuovo la Champions l’anno prossimo e sarà una battaglia, dobbiamo essere bravi”.
Da dove si riparte? “Dal lavoro che stiamo facendo, stiamo facendo un gran lavoro, punto e basta. Abbiamo una squadra ampiamente rimaneggiata con solo 2 cambi e oggi doveva vincere contro il Chelsea che è il campione del mondo per club e investe soldi importanti. Dobbiamo fare analisi serie ed approfondite sul lavoro che stiamo facendo che secondo me è un bel lavoro”.
Lei ha ancora energia? “Io ho energia, dopo 2 giorni e mezzo dobbiamo giocare, fatico a capire chi fa i calendari e mette 3 partite in 7 giorni. Vorrei capire chi sono questi fenomeni, abbiamo giocato domenica, stasera alle 21 e poi alle 18 sabato. Poi parlano di infortuni ma se ne fottono altamente”.
















