Il Napoli, dopo la vittoria schiacciante alla Johan Cruijff Arena per 6-1, si prepara ad ospitare l’Ajax, stasera, al Maradona. Match che potrebbe chiudere, in caso di un risultato positivo, il discorso qualificazione per gli azzurri di mister Spalletti. Ripercorriamo il precedente, della stagione 1969-1970, tra i Partenopei e i Godenzonen.

Ha toccato.
Cosí si apre l’estate piú importante del secolo, quella del 1969.
Il 20 Luglio, Tito Stagno, in diretta Rai, annuncia l’atterragio dell’uomo sul suolo lunare, ore 22:17 italiane.
E mentre Neil Armstrong compie questo piccolo e immenso passo per l’umanità, il Napoli saluta l’idolo Faustino Canè in direzione Bari, per poi ritornare qualche anno dopo e, accoglie l’ormai trentacinquenne Kurt Hamrin. Il bomber svedese proveniente dal Milan, ha una caratura internazionale, fresco campione d’Europa con i rossoneri a danni proprio dell’Ajax e vicecampione del mondo con la sua Svezia nel mondiale in casa del 1958.
Il mondo si prepara ad accogliere gli anni settanta. Il 15 Agosto incomincia il concerto di Woodstock, chiuso da Jimi Hendrix che riecheggia con la sua Olympic White Stratocaster gli orrori della guerra in Vietnam. In Italia è l’anno delle manifestazioni sindacali: Confindustria elimina le gabbie salariali, i giovani si muovono in prima linea con le rivolte studentesche unendosi agli operai contro la Fiat di Gianni Agnelli, dopo aver sospeso più di duemila dipendenti per la conclusione dei contratti collettivi di lavoro.
Anche il primo Napoli di Ferlaino, allenato dal lombardo Giuseppe Chiappella punta sui giovani, la rosa costituita principalmente da capitan Antonio Juliano, Dino Zoff, Ottavio Bianchi e Jose Altafini, è completata dai giovani come Giovanni Improta, 21 anni, Virginio Canzi e Vincenzo Montefusco, 24 anni, e dall’eroe inaspettato del nostro racconto Pierpaolo Manservisi, 25 anni.
Il Napoli, che la stagione precedente si è piazzato settimo in campionato è chiamato ad affrontare la competizione europea Coppa Delle Fiere.
Gli azzurri dopo 11 giornate di campionato si ritrovano quartultimi, sopra soltanto a Sampdoria, Brescia e Palermo, con sole tre vittorie, quattro pareggi e quattro sconfitte. Delude parecchio la vecchia gloria Hamrine che tra acciacchi vari vede poco il campo; tra l’altro la sua avventura in azzurro si concluderà dopo due stagioni firmando solo tre reti in ventidue presenze. In coppa Italia, gli azzurri vengono subito eliminati dal gruppo sette, formato da Foggia, Reggina e Casertana.
L’inizio di stagione va meglio proprio nella Coppa Delle Fiere dove i partenopei superano nel primo turno i francesi del Metz. L’andata giocata allo stadio Saint Symphorien si conclude sull’1-1. È decisivo, al ritorno al San Paolo, il rigore siglato da Giovanni Improta al 60’ che congela il punteggio sul 2-1.
Nei sedicesimi il Napoli affronta lo Stoccarda. In Germania le squadre non vanno oltre lo 0-0, a Napoli, invece, basta il gol di Virginio Canzi al 75’, per il passaggio del turno per gli azzurri.
Al San Paolo, il 10 Dicembre per gli ottavi di finale arrivano gli olandesi.
È l’Ajax di Johan Cruijff, che da lì a poco avrebbe conquistato più volte l’Europa.
Formata non solo dal Pelè bianco ma anche da giocatori del calibro di Gerrie Mührer, Wim Suurbier e Ruud Krol che sarà in futuro, l’idolo del popolo napoletano ma soprattutto allenata dal profeta Rinus Michels che rende il suo gioco un pensiero filosofico, quello del calcio totale.
Il totaalvoetbal rende l’intero collettivo unito in un solo corpo, connessi da una sinergia quasi spirituale, in fase di non possesso, la squadra come le antiche tribù aggredivano e rincorrevano tutti insieme la preda per il recupero del pallone, non è solo pressing, ma una danza macabra volta ad asfissiare, opprimere l’avversario che atterrito se riusciva a svolgere una verticalizzazione pulita, trovava il compagno oltre l’alta catena difensiva, intrappolato nel fuorigioco.
In fase di possesso, l’Ajax è una scacchiera psichedelica, nessuno giocatore è ancorato al proprio ruolo, in fase della partita tutti ricoprivano tutto, è questo il principio fondamentale del calcio totale.
L’Ajax, quel 10 Dicembre, arriva a Napoli senza l’esponente migliore del suo gioco, Johan Cruijff, ma gli azzurri si trovano comunque ad affrontare un’impresa titanica.
La svolta arriva al 37’ minuto di gioco, dove Zurlini pennella un cross per Altafini, il brasiliano corregge la traiettoria con una sponda per Manservisi che di testa tocca la sfera e la insacca in rete. Lui cresciuto in provincia di Bologna, ragazzo dal fisico esile dal volto innocente, tanto da essere soprannominato uccellino, trafigge i titani olandesi.
I figli degli Dei non ci stanno, krol spinge forte, la punta Van Dijk, capocannoniere in campionato della squadra, si insidia diverse volte nell’area partenopea ma Bianchi, Juliano e il lavoro sporco di Montefusco danno un grande contributo ai difensori Zurlini e Panzanato che come gladiatori nell’arena sopravvivono alle ferocia dei leoni neerlandesi.
La partita finisce 1-0 per il Napoli. L’impresa due giorni dopo passa in secondo piano in Italia mettendo in risalto una delle pagini più tristi della nazione.
È il 12 Dicembre, c’è la strage di Piazza Fontana che nel bilancio complessivo causa 17 morti e 88 morte. È la strategia della tensione ad avere inizio e continuerà fino agli anni ottanta.
Le bombe non fermano il calcio e il campionato.
la serie A, dopo poche settimane vede un San Siro colmo e un Milan che senza il suo uomo chiave Gianni Rivera, fuori per infortunio, demolisce la Fiorentina di Bruno Pesaola, campione in carica, per 4-2.
Il Napoli, gioca il ritorno contro l’Ajax, nel clima freddo dell’Olympisch Stadium di Amsterdam, il 21 Gennaio 1970, e per i bianco-rossi rientra Cruijff.
Il Napoli incomincia la partita con lo stesso spirito combattivo dell’andata ma al 35’ è Sjaak Swart a battere Zoff di testa. La partita si protrae sull’1-0 fino ai tempi regolamentari.
Ai supplementari per gli olandesi entra un semisconosciuto Ruud Suurendonk per la punta Van Dijk, e con la maglia numero 14, che tra un po’ ruberà Johan Cruijff rendendola iconica, insacca al 109’ la porta azzurra. La magia partenopea si spezza e Suurendonk in cinque minuti realizza altri due gol, realizzando una tripletta. La partita finisce 4-0 per l’Ajax e il Napoli torna a casa fuori dalla competizione europea.
I partenopei concluderanno la stagione sesti in un campionato vinto per la prima volta dal Cagliari di Gigi Riva.
La stagione, invece, per i figli degli Dei, si conclude ritornando a vincere l’Eredevisive ma l’avventura europea si ferma alle semifinali fermato dall’Arsenal vincitrice della competizione.
Per l’Ajax è stata solo una stagione transitoria, l’anno successivo incomincerà il suo dominio europeo in Coppa dei Campioni, consacrando Johan Cruijff imperatore del calcio mentre un bambino palleggia incessantemente a Villa Fiorito.
Luigi Pellegrino



















