Iscriviti alla newsletter
Search
Close this search box.

Bianchini: “Vogliamo fare un nuovo stadio non mettere le pezze al Maradona. Così perdiamo 70 milioni l’anno”

Share

Tommaso Bianchini, direttore generale dell’area business della SSC Napoli, è intervenuto durante la conferenza stampa di presentazione di Sanghe pe Napule, il nuovo progetto di sensibilizzazione sulla donazione del sangue del club partenopeo in collaborazione con AVIS e Sorgesana:

  “Vogliamo fare un nuovo stadio e non vuole mettere le pezze all’attuale stadio. La situazione la conoscete bene, non è neppure una notizia. Per quanto riguarda me, dalla nostra prospettiva noi perdiamo circa 70 milioni all’anno senza un nuovo stadio. Col nuovo stadio non è vero che alzeremmo i prezzi in modo folle, ma ora noi abbiamo una carenza strutturale importante sulla corporate che regge per il 50% sul fatturato. Parlo di museo, skybox, esperienze, insomma si parla di un ecosistema che sarebbe utilissimo. De Laurentiis è molto attivo sul tema, è un suo obiettivo. Per competere serve avere un nuovo stadio e senza il Napoli sta facendo dei miracoli. Ma i miracoli non sono eterni. Noi abbiamo bisogno di strutturare un Napoli che cresca in modo organico e ci serve un impianto di proprietà che faccia sì che il Napoli abbia flussi finanziari necessari per supportare la crescita.

Ricavi commerciali raddoppiati negli ultimi anni? Io credo che siamo arrivati più o meno al 50% di quello che possiamo realmente esprimere: ci sono ancora margini importanti di crescita. Stiamo evolvendo anche a livello organizzativo, perché un’azienda è fatta prima di tutto dalle persone. Ho la fortuna di poter contare su un team molto competente, che continuiamo a rafforzare. Per stare sul mercato servono professionalità specifiche e oggi il Napoli gode di una credibilità costruita nel tempo, che ci consente di far crescere fatturato e partnership.

Il nodo principale resta il botteghino. I risultati sportivi e il coinvolgimento generato da squadra e allenatore ci hanno aiutato, così come il lavoro sul pricing che ci permette di riempire lo stadio anche in fasce orarie complicate, come le due gare giocate di martedì alle 18:30. Quegli 80 milioni incidono. Oggi siamo tra i 110 e i 120 milioni di ricavi commerciali, ma il traguardo è arrivare a 200. Stiamo già pianificando la prossima stagione. Sul merchandising siamo solidi in Italia, la vera sfida è crescere all’estero: produrre fuori, ampliare la distribuzione, sviluppare academy e partnership strategiche internazionali. Tuttavia, senza i ricavi garantiti da un nuovo stadio di proprietà, fare un ulteriore salto di qualità e restare competitivi diventa estremamente difficile. Prima o poi la crescita rischia di rallentare: lo stadio è fondamentale.

Centenario? Il centenario per noi sarà un movimento culturale, lavoriamo per intersecare la storia di Napoli con quella di Napoli, Partiremo da prima del 1926, c’è un prima affascinante. Raccontiamo coi nostri storytelling, per tutto l’anno del centenario. L’anno del centenario ci ricollegherà con la nostra storia, sarà il contrario. Dal mondo verso Napoli, il claim si ribalta per una stagione. Ci sarà un logo particolare per la stagione e maglie particolari per la stagione. Faremo eventi in città per celebrare la città cresciuta al fianco del Napoli e viceversa. Ci son stati momenti bui e difficili, ma oggi Napoli è la capitale d’Italia per riconoscibilità all’estero. Lo è Napoli e non Roma, Milano o Firenze”.

Notizie

FUORIGIOCO

Ogni giovedi alle 21.10
su Tele A
DIRETTA TV
[soccerstats lang=7 type=2 ranking=1269]
Ricevi le ultime notizie nella tua casella email