Che il campionato fosse ormai indirizzato in una precisa direzione da fattori extra sportivi era apparso chiaro fin dai primi giorni del nuovo anno, per il Napoli il rammarico, però, è non essere stato in condizione di provare ad andare contro tutto e tutti a causa dell’emergenza determinata dai tanti infortuni. Anche oggi contro la Roma mancavano all’appello giocatori come Di Lorenzo, Anguissa, De Bruyne, McTominay, Neres oltre lo squalificato Juan Jesus e con i rientranti Gilmour e Lukaku in panchina ma ancora lontani da una condizione accettabile. Ciò nonostante i ragazzi di Antonio Conte hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo con una prestazione di carattere ed a tratti anche convincente sotto l’aspetto del gioco meritando ai punti la vittoria. Anche in Napoli-Roma, però, dopo le tante polemiche scatenate dal clamoroso errore (?) di La Penna e dalla disastrosa direzione di gara che aveva spianato il successo ai nerazzurri contro la Juve, l’arbitraggio di Colombo non ha convinto con un’eccessiva tolleranza per il gioco duro che ha consentito ai difensori giallorossi, in particolare a Ndika, di bloccare sistematicamente con tutti i mezzi, mani e braccia comprese, Hojlund. Proprio sul centravanti azzurro, Ndika, nel primo tempo, aveva commesso un fallo, probabilmente da ultimo uomo e quindi passibile di rosso diretto, senza che, però, ne arbitro ne Var ravvisassero irregolarità. Un episodio che poteva dare al match un indirizzo differente così come poteva darlo il mancato rosso, sfuggito per due volte all’arbitro, al comasco Ramon nel quarto di finale di Coppa Italia. Nonostante la buona prestazione, il pareggio non deve assolutamente far storcere il naso perché consente agli azzurri di mantenere tre lunghezze di vantaggio sulla Roma e portare a quattro punti di distacco dalla Juventus in attesa di recuperare qualcuno degli infortunati di spessore di cui Conte è costretto a fare a me ormai da mesi.


















