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Il Napoli vittima delle scelte della Società, stagione già ampiamente compromessa

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Difficile trovare parole per commentare non solo la partita ma il momento di una squadra che sotto la gestione Allegri sembra la lontana parente della compagine arrivata prima e seconda nelle ultime due stagioni e con una Supercoppa italiana messa in bacheca. Un Napoli che sul campo dell’ultima in classifica ha fatto registrare la quinta sconfitta in nove gare ufficiali finì qui disputate. Allegri, il peccato originario con Aurelio De Laurentiis incapace di fare tesoro degli errori passati quando nel dopo Spalletti scelse un allenatore superato ed inadeguato come Garcia. Inadeguato e superato come si sta dimostrando Allegri che nelle ultime sei stagioni non è mai andato al di là del quarto posto pur guidando squadre come Juventus e Milan: quarto, settimo e quarto con i bianconeri nei tornei dal 2021 al 2024, poi un anno senza squadra prima della chiamata al Milan nello scorso campionato chiuso con un deludente quinto posto e l’esonero. Al Napoli Allegri sta facendo addirittura peggio mandando in campo una squadra senza idee, senza gioco, senza organizzazione e senza brillantezza che ha già compromesso il cammino in campionato e rischia di archiviare prematuramente anche il capitolo Champions ed il rischio che ad ottobre gli azzurri possano non avere più obiettivi raggiungibili appare tutt’altro che remoto. Ma è tutto il contorno che aumenta perplessità e preoccupazioni a partire dalla scollamento che sembra esserci tra squadra e tecnico per arrivare ad una Società che ha commesso una serie di errori non all’altezza di un Club di serie A: a partire dallo staff sanitario rimasto inalterato dopo i disastri della scorsa stagione per i quali ha pagato solo il dottor Canonico, sostituito dal dottor De Luca,  e che ritorna nell’occhio del ciclone per le continue recidive che colpiscono i calciatori azzurri con Alisson finito nuovamente ko dopo Neres ed Anguissa; passando poi per il ds Manna, incapace di operare cessioni, se non in prestito, a parte quella fin troppo leggerà di Gutierrez, ed inoperoso sul fronte degli acquisti laddove tanti operatori di mercato di spessore e competenza riescono a fare squadre anche a costo zero; cosa non da meno la mancanza di una figura importante per ogni Club che si rispetti, come quella di Lele Oriali che, nelle ultime due stagioni, è stata quella figura capace di fare da cuscinetto tra squadra e tecnico e tra squadra allenatore e società, una figura sempre mancata nel Napoli di De Laurentiis. Come spesso accade quando le cose non vanno bene, Aurelio De Laurentiis si è defilato non presenziando alle gare degli azzurri e poco presente, se non del tutto assente, a Castel Volturno. Proprio in questo momento, però, ci vorrebbe una società forte, decisa e competenza che sappia cosa fare anche perché il rischio che la situazione possa precipitare appare tutt’altro che remoto con gli azzurri attesi dal Bodo Glimt e dal Porto in Champions, e da Roma, Juventus e Lazio in campionato prima della sosta di novembre quando, forse, la stagione sarà già stata compromessa.

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