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La nottata non cancella le brutte sensazioni, Napoli senza idee, senza anima e senza organizzazione

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Si dice che la notte porti consiglio ma stamattina al risveglio lo scoramento e la sensazione che questa sarà una stagione ricca di delusioni era ancora più forte. Lo spettacolo indecoroso fornito dalla squadra di Allegri a Villareal non può trovare alcuna giustificazione. Contro una squadra, che in Liga ha perso cinque delle prime sette partite, il Napoli ha dato una preoccupante sensazione di impotenza dando la netta impressione di essere una squadra senza idee, senza gioco, senza organizzazione ma soprattutto senza anima né cattiveria. Un quadro preoccupante che, però, non mi ha sorpreso avendo ampiamente previsto queste difficoltà che in gran parte nascono da un allenatore che, negli ultimi anni ha deluso anche in piazze importanti come Torino, sponda bianconera, e Milano, casa rossonera. Un allenatore che non ha mai fatto del suo biglietto da visita il bel gioco e che, con la stessa squadra che l’anno scorso è arrivata seconda ed ha conquistato la Supercoppa italiana, stenta a trovare gioco e risultati. A preoccupare è anche l’atteggiamento di molti calciatori che, in campo, palesano sempre più atteggiamenti anarchici. Anche ieri sera si è notato come gli azzurri, in fase di possesso, non sappiano cosa fare così come in difesa dove organizzazione ed intesa sembrano parole sconosciute. L’insofferenza palesata dal tecnico azzurro nella conferenza post partita, laddove ce ne fosse bisogno, evidenzia come, in questo momento, anche Allegri stia navigando a vista senza avere soluzioni alle tante problematiche che assillano la squadra. Sarebbe riduttivo, però, scaricare solo sul tecnico le responsabilità di questo deludente avvio di stagione con quattro sconfitte su otto gare ufficiali: molte colpe sono anche di alcuni calciatori che dopo avere dato tanto al Napoli appaiono, francamente, avviati ad una inesorabile parabola discendente che ne va a minare il rendimento ed è questo il caso di Politano e Di Lorenzo. Anche De Bruyne alterna gare buone ad altre nelle quali sembra passeggiare in campo senza dimenticarci che un po’ tutti i calciatori azzurri sembrano essere in una condizione fisica poco brillante. Insomma, un quadro per certi versi desolante che inchioda anche la Società davanti alle proprie responsabilità per un mercato lacunoso e per la scelta di un tecnico che, probabilmente, non è stata delle migliori. L’impressione di rivivere il posto Spalletti con la gestione Garcia è forte ma la speranza è l’ultima a morire.

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