Una stagione quella che partirà domenica prossima al Maradona, che potrebbe iniziare così come nell’ultima partita dello scorso campionato quando la contestazione nei confronti del presidente Laurentis, dei gruppi organizzati, fu messa a tacere dalle sonore bordate di fischi del resto del pubblico presente al Maradona. Alla base di quella contestazione il presunto intervento del presidente nei confronti di alcuni ex azzurri per “boicottare” la festa organizzata dai tifosi delle curve per il centenario della società azzurra. Una festa che, forse, il presidente aveva mal digerito. Il rapporto tra il patrono azzurro e il tifo organizzato, ormai è ai minimi storici e la stagione si è aperta subito con una porta sbattuta in faccia ai tifosi delle curve con il no del presidente all’incontro, ormai abituale, tra i rappresentanti dei gruppi e la squadra a Castel di Sangro. Un no che ha infastidito i tifosi che hanno risposto a suon striscioni. A gettare altra benzina sul fuoco la richiesta fatta da Aurelio De Laurentis alla Questura di vietare l’ingresso nell’impianto di Fuorigrotta agli striscioni dei club. Una richiesta bocciata dalla questura per motivi di ordine pubblico ma che, a conti fatti, ha ulteriormente lacerato il rapporto tra i tifosi organizzati ed il numero uno del club azzurro. Di certo l’accoglienza che sarà riservata De Laurentiis già da domenica prossima nella gara con il Como potrebbe non essere delle migliori il che non facilita il compito di una squadra, di per sé, già chiamata a compiere un vero miracolo per mantenersi ai livelli delle scorse stagioni.













