E’ un Allegri moderatamente soddisfatto quello che si presenta ai microfoni di Sky a fine gara: “Conosco la squadra da un mese e mezzo, quindi anche nelle sostituzioni, quando non conosci i giocatori e non sai se quando entrano possono fare o non possono fare la differenza e se sono giocatori che dà subentro possono far meglio di altri, c’è stata un po’ di indecisione nel fare le sostituzioni e poi invece sono stati veramente bravi. La partita è stata complicata perché, comunque, per 20 minuti il Genoa ha fatto una buona partita dove noi abbiamo sbagliato tecnicamente molto nelle fase di uscite e lì ci hanno creato un po’ di difficoltà. I giocatori devono entrare in condizione e da questo punto di vista mi sembra che ho raccolto sensazioni positive. Abbiamo giocatori grossi fisicamente che hanno bisogno di un po’ di tempo per andare in una buona condizione. Poi fra 10 giorni 15 giorni inizierà la Champions ed è normale che tutti devono essere pronti perché quando c’è una partita ogni tre giorni c’è bisogno di tutti e come sempre i cambi diventano determinanti all’interno delle partite sia se si è in vantaggio che se c’è da vincere”.
Su cosa migliorare Allegri spiega: “Credo che bisogna fare ancora meglio quando siamo vicini all’aria, perché ogni tanto ci passano dentro, invece, bisogna essere più bravi a non farli passare dentro, però in queste partite devi sbagliare meno possibile e portare a casa il risultato”.
Su De Bruyne il tecnico azzurro continua: “Diciamo che dentro il campo ha delle cose troppo diverse, basta vedere solo come ha calciato in porta al momento del goal, la cattiveria con cui ha calciato. Senza togliere niente a tutti i ragazzi che hanno fatto veramente una bella partita, lui vede delle cose che gli altri non vedono. La spinta? Da bordo campo non l’ho vista”.
Sulle caratteristiche della rosa Allegri conclude: “Questa squadra il palleggio ce l’ha nel DNA, siamo solamente all’inizio ogni tanto imbuchiamo troppo presto presto, senza avere la pazienza di allargare il gioco da una parte all’altra per trovare il momento giusto per andar dentro, poi, alla fine, abbiamo fatto il contrario invece di far possesso nella metà campo avversaria sul due a zero, facciamo possesso vicino alla nostra area quindi queste due cose vanno un po’ un po’ invertite”.













