Il Napoli lascia due punti preziosi a Parma e probabilmente vede spegnersi gran parte delle speranze di una clamorosa rimonta in classifica. Partita compromessa da una partenza da incubo con Juan Jesus protagonista in negativo che andava inspiegabilmente a raddoppiare su Elphege lasciando campo libero a Strefezza che si involava tutto solo verso Milinkovic battendolo imparabilmente. Il disastroso pomeriggio di Juan Jesus non si fermava al secondo 33 ma proseguiva per tutto il primo tempo tant’è che Conte, all’intervallo, lo lasciava negli spogliatoi. L’errore del difensore azzurro metteva in salita una partita di per sé già complicata perché il Parma si metteva ancora di più con tutti gli effettivi a difesa della porta di Suzuki rintanandosi negli ultimi 30 metri e chiudendo tutti gli spazi ai partenopei che avevano più di un problema nell’impensierire l’estremo difensore gialloblù. Eloquenti le statistiche del match, a senso unico, con un possesso palla a favore degli azzurri del 75%, un Expected Goals di 1,35 contro l’imbarazzante 0,07 del Parma ed i 19 i tiri verso la porta gialloblù contro i 3 dei padroni di casa, numeri impietosi che fotografano perfettamente la partita. Oltre Juan Jesus, però, molti sono stati gli azzurri sotto tono a partire proprio da Juan Jesus per proseguire con Olivera, praticamente inutile, e via via con l’impalpabile Politano e con un irriconoscibile Anguissa. Anche Hojlund non è apparso pienamente ripresosi dallo stato influenzale che lo aveva colpito mentre il suo sostituto, Giovane, praticamente non si è mai visto. Chi, invece, ha dato pericolosità ed alternative all’attacco azzurro è stato Alisson che, con il senno di poi, forse poteva essere lanciato nella mischia già all’intervallo. Nonostante tutto, però, le occasioni per portare a casa il risultato ci sono state ma la scarsa precisione è stata fatale come nel clamoroso errore di Elmas, nel finale, che a tre metri dalla porta di Suzuki colpiva di spalla invece che di testa buttando alle ortiche un’occasione che poteva dare la vittoria agli azzurri mantenendo ancora ampiamente viva la corsa scudetto. Un’atmosfera completamente diversa quella vissuta al triplice fischio finale dai giocatori in campo e dai circa 10000 tifosi sugli spalti che poco meno di un anno dopo lasciano il Tardini delusi e con un sogno infranto.

















