Ennesima tegola per il Napoli che solleva ulteriori dubbi sulla gestione degli infortuni: Amir Rrahmani, infatti, ha subito una lesione di alto grado (non si capisce, però, perché non è stato specificato se di secondo o terzo grado) che comporterà inevitabilmente un lungo stop dai due mesi a salire. La cosa che fa riflettere è che la lesione del muscolo interessato, il bicipite femorale della gamba sinistra, può avere correlazione, come evidenziato dalla dottrina medica, con una lesione distrattiva (strappo) della zona glutea, problema accusato da Rrahmani a gennaio e dal qule era rientrato il 7 gennaio. Questa correlazione è abbastanza frequente specialmente negli atleti, a causa di connessioni anatomiche, funzionali e meccanismi di infortunio simili, il bicipite femorale (capo lungo), infatti, parte dalla tuberosità ischiatica, ossia un’area strettamente adiacente e spesso coinvolta nelle lesioni dei muscoli profondi del gluteo. Già domenica scorsa, al termine della conferenza stampa post partita, Antonio Conte, interpellato sulle condizioni di McTominay, del resto ancora oggi avvolte dal mistero, così come le condizioni di Anguissa, aveva risposto con un sorrisino amaro accompagnato da un laconico: “boh… dovete chiedere al dottore, non lo so”, evidenziando una situazione di incertezza ed approssimazione.
















