Iscriviti alla newsletter
Search
Close this search box.

Conte in conferenza stampa: “Spalletti ha detto che siamo ex campioni? Frase infelice, deve avere rispetto, abbiamo ancora lo scudetto sulla maglia”

Share

Antonio Conte, allenatore del Napoli, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League contro il Chelsea:

Lei è avvezzo a navigazioni importanti. Questa è la peggiore? Come si può iniziare a scorgere l’orizzonte? “Io parto del presupposto che al peggio non c’è mai fine ma al tempo stesso bisogna essere ottimisti. Non puoi prevedere se c’è una situazione ancora peggiore. Pensavamo di aver visto tutto, quando parlavo di un giocatore che stava diventando determinante per noi come Neres che ieri è stato operato. Uno deve esser ottimista e sperare che la situazione vada meglio ma devi essere preparato al peggio. Il nostro compito è questo, dobbiamo essere effettivi quando le situazioni non vanno per il verso giusto. Quando il vento tira nella giusta direzione navigare è facile per tutti, il problema è quando il vento è contrario, lì devi essere bravi, hai un gruppo di calciatori, o marinai, che devono credere in quello che si sta facendo e devono essere pronti a fare di tutto per andare avanti. Quello che posso dire è che non possiamo rimproverarci niente, stiamo dando tutto. Quello che è mancato, ma è inutile guardare al passato, è a Copenaghen dove non siamo stati bravi. Ora c’è il Chelsea, affrontiamo la squadra campione del mondo per club. Conosco bene questo club, dobbiamo giocarci tutto il possibile sapendo che possiamo contare su un alleato forte che è il Maradona. Anche il nostro tifoso sa che domani deve essere decisivo, sappiamo cosa significa giocare in casa nostra, sarebbe belo vedere un’onda azzurra che ci spinge”.

A fine partita Spalletti ha definito il Napoli ex campione d’Italia. Il Napoli si sente campioni in carica? “Io sinceramente dopo la partita preferisco staccarmi, soprattutto con le tre partite, e non vedere quello che dicono. Lei mi sta dicendo per la prima volta questa cosa, io penso che sia stata una frase infelice, abbiamo lo scudetto sulla maglia e bisogna portare rispetto, non avrei mai detto questo di un’altra squadra. Mi dispiace, Spalletti è un bravissimo allenatore ma deve stare più attento quando parla. Mancano ancora 16 partite, dispiace, abbiamo fatto tanto per cucirci lo scudetto addosso. Deve avere rispetto”.

La soluzione delle due punte è praticabile? “Io posso valutare tante situazioni, nella mia testa ci sono ante altere soluzioni. Abbiamo perso Neres adesso bisogna vedere se a livello di mercato riusciremo a trovare qualcosa di creativo. Giocando così i due 10 devono esser cerativi. Se questo non dovesse accadere allora il recupero di Lukaku, che non è al 100% e non esprime forza al massimo avendo avuto un distaccamento del tendine del quadricipite, che non è una cosa semplicissima. Adesso è arrivato questo calciatore, lo chiamiamo Gio, dire Giovane può essere fuorviante, che ci può dare una mano sia da 10 che come seconda punta, come giocava al Verona. Al ritorno di Anguissa, che ha allungato i tempi di recupero per un problema alla schiena, vedremo. Le idee le ho ma bisogna avere i calciatori effettivi. Oggi siamo gli stessi del match contro la Juventus e ancor prima contro il Sassuolo. Ci auguriamo che qualcuno possa uscire dall’infermeria, come Gilmour e Frank. Abbiamo Rrahmani che è una cosa di poco conto e Politano che ha avuto questo problema all’adduttore”.

Questo è il periodo più difficile di una squadra che ha allenato? come si spiega? “Penso di avere la giusta esperienza dovuta alla carriera da allenatore. Quello che è accaduto quest’anno ha dell’inspiegabile. Ogni anno, se uno va a vedere tutte le squadre, si contemplano infortuni, di solito muscolari, poi rientrano dopo massimo un mese. Avere infortuni seri da operazioni o infortuni articolari, è difficile da spiegare, è una questione di essere più fortunati o meno fortunati. Lukaku fuori 6 mesi, De Bruyne sta fuori da 5/6 mesi, Gilmour operato alla pubalgia, ora Neres operato alla caviglia, Anguissa va in Nazionale e si strappa per 4 mesi… Diventa difficile da gestire e non posso spendere tanta energia a piangere. Devo concentrarmi su quelli che abbiamo e trovare soluzioni. Sfido chiunque a portarmi una squadra che ha avuto tutte queste problematiche e siamo ancora a metà anno. Nella piena emergenza abbiamo vinto una Supercoppa, non dimentichiamolo, questi ragazzi stanno facendo qualcosa di straordinario che sta passando inosservato perché si guarda la classifica o il risultato. Se partissimo ora presentando questa rosa del Napoli la domanda sarebbe stata: Dove vogliono andare? Secondo me domenica il risultato è stato bugiardo ma abbiamo preso questa legnata ma non siamo stati dominati e nessuna squadra ci ha dominato quest’anno. Andremo a testa alta per rendere orgogliosi i tifosi, non dobbiamo avere paura di niente o di nessuno per vedere la propria faccia al mattino allo specchio. Ci guardiamo allo specchio tutti i giorni e continueremo a farlo, poi vedremo se il tifoso napoletano ha apprezzato o meno, è il tifoso a doversi riconoscere nella squadra, nel bene o nel male”.

Perché la visione del Chelsea è di un allenatore molto giovane? “Quando sono arrivato al Chelsea, io arrivai dopo un decimo posto, e vincemmo la Premier e andammo a giocare la finale di FA Cup contro l’Arsenal e poi la stagione successiva vincemmo la FA Cupo. Ringrazio Abramovic, con Marina ho avuto la mia prima esperienza all’estero. Parliamo di un grande club, con mentalità vincente che continua ad avere anche oggi, con lo stesso desiderio di vincere. Ho visto che hanno fatto grandi investimenti, giocatori importanti e giovani. Alle volte le persone parlano della differenza tra giocatori giovani e giocatori esperti. Tutti vogliono i giocatori giovane ma se costano 100 milioni… Non è una cosa per tutti i club, soprattutto in Serie A”.

I calci piazzati in Premier sono sempre più improntati e si vedono meno gol in campo aperto. “La dimostrazione che quando qualcuno dice che il calcio è sempre lo stesso sbaglia, il calcio non è sempre lo stesso, ha un’evoluzione assurda, basta pensare all’utilizzo del portiere che deve essere baro coi piedi e con una lunga gittata. Prima c’era il discorso di aspettare nella propria metà campo per fare un contropiede, c’era una suddivisione, ora non c’è neanche questo. L’obiettivo primario è dominare le partite, quando non ho la palla vengo nella tua metà campo a prendere la palla. Sono aumentati i gol su pressione alta. È inevitabile che se torvi una squadra più debole si abbassi e tu devi essere bravo a trovare la soluzione per segnare. Sui calci d’angolo oggi vedi l’Arsenal che è dominante e danno un esempio. Tutti quanti guardano a questo. Anche avere in squadra un giocator con una gittata di fallo laterale lunga è importante, diventa un calcio d’angolo. Dobbiamo essere bravi noi allenatori di spiegare ai club questi cambiamenti quando si va sul mercato. In Inghilterra ogni fallo alterale o calcio d’angolo è un’occasione da gol e devi essere bravo a costruire squadre strutturate. Se sono bravi a giocare ma sono tutti 1.60… Il calcio cambia e devi avere voglia di aggiornarti se vuoi essere sempre sul tetto del mondo. Poi se ti accontenti di essere mediocre allora continua a fare quello che facevi prima. Hai bisogno di aggiornarti e studiare”.

Hai visto i comenti di Diego Costa? “Non sono una persona che perde energia a leggere quello che la gente dice. Conosco molto bene che intorno al calcio ci sono persone intelligenti e persone stupide. Non perdo tempo a leggere nessuno dei due. Diego Costa ha lavorato con me per una stagione, abbiamo vinto insieme la lega e poi lui ha chiesto di andare via, per tre volte, nella stessa stagione. Poi non so cosa gli è successo”.

Notizie

FUORIGIOCO

Ogni giovedi alle 21.10
su Tele A
DIRETTA TV
[soccerstats lang=7 type=2 ranking=1269]
Ricevi le ultime notizie nella tua casella email