Cronaca di una sconfitta annunciata quella degli azzurri a Torino. Una squadra ridotta ai minimi termini da una serie incredibile di infortuni, gli ultimi alla vigilia del match con la pesante perdita di un altro titolare come Milinkovic Savic e di un utile rincalzo come Mazzocchi. A questo si aggiungano gli ennesimi clamorosi torti arbitrali ed il quadro è completo. Tra i pali Meret è stato un vero disastro, su 5 tiri nello specchio della porta sono arrivati tre gol, un quarto è stato salvato da un miracoloso intervento di Buongiorno e l’unica parata è arrivata su un tiro dalla distanza goffamente respinto con il petto. Un portiere improponibile che, tra l’altro ha fatto spaventare a più riprese tifosi e compagni con disimpegni con i piedi da brividi e con un assist a Conceicao che fortunatamente non sfruttava il regalo del portiere azzurro. Purtroppo l’emergenza è destinata a durare ancora anche perché i tempi di recupero dati dal responsabile dello staff sanitario del Napoli si stanno rivelando sbagliati. Anguissa è uscito nuovamente dai radar, Neres è partito stamattina per Londra per sottoporsi ad intervento chirurgico al tendine della caviglia lesionato cosa che non era mai stato detto né, forse, nemmeno capito dallo staff sanitario. Per gli altri infortunati resta solo la speranza che ormai si è sostituita alle terapie. Anche dal mercato Conte ancora deve ricevere quel supporto da parte della Società che, considerata l’eccezionalità della situazione, sarebbe stato necessario con Lang e Lucca ceduti, Marianucci ed Ambrosino fuori rosa e con il lungo elenco di infortunati di lunga degenza. Eppure anche in piena emergenza e con un portiere che non è ha presa una, gli azzurri sono rimasti in partita fino a 14’ dal novantesimo con tante recriminazioni per il netto rigore non concesso per un netto fallo di Bremer su Hojlund non visto né dall’arbitro né in sala VAR e che avrebbe potuto dare un corso diverso alla partita. L’errore di Juan Jesus, per altro tra i migliori fino a quel momento, spalancava alla Juve la porta verso il raddoppio chiudendo di fatto il match. Di positivo c’è da portarsi a casa lo spirito di sacrificio di una squadra che ha gettato in campo tutto quello che aveva, il ritorno di Lukaku e la bella ed incoraggiante prestazione di Vergara che sta crescendo partita dopo partita. Di preoccupante c’è la circostanza che questa emergenza è destinata ancora a durare costringendo i pochi giocatori disponibili a continui, dispendiosi e rischiosi straordinari che potrebbero esporli ad infortuni.

















