Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, è intervenuto ai microfoni Dazn al termine del match contro il Napoli:
Cos ala lascia più soddisfatto? “Il modo in cui siamo stati in campo 90’. Abbiamo cadenzato, abbiamo sempre cercato di guadagnare metri. Questa è consapevolezza di avere potenzialità, di avere una forza. È la tua convinzione che ti mette in condizione di poter diventare quello che tu vuoi. Le scelte che si fanno eccetto un po’ all’inizio del secondo tempo siamo andati sempre a giocare dentro ed in verticale dietro alle spalle. Questo mi è piaciuto molto”.
Juventus solida. La sensazione è che hai in pugno la possibilità di cambiare pelle a questa squadra. “Quello che diventa fondamentale nel calcio è prima di tutto rendere i calciatori protagonisti e poi portare lo stile di gioco in ogni posizione in cui si trovino a giocare. Questo fatto di esser precisi e ripetitivi crea vantaggi agli avversari. Tutti individuano il loro obiettivo, il duello personale, e se li metti in condizione di esser in un’altra condizione di gioco e leggere situazioni non leggibili, tu fai quello che vuoi, vai ad esplorare cose nuove. Certo ci vuole equilibrio e Locatelli è bravissimo a mantenere l’equilibrio di squadra. Difensivamente siamo tosti dal punto di vista delle preventive ma mentre si gioca Kelly è libero di fare queste scorribande perché ha capacità enormi, e se al posto di farlo fare all’esterno lo fai fare il difensore poi diventa bello vedere che poi c’è più divertimento a giocare. Deve essere richiamata la tua intelligenza, la tua qualità totale di calciatore. Vai a condividere e associarti ad essere in un settore di campo con quelli che torvi non con quelli con cui sei abituato. Ma ci vuole sempre equilibrio intelligente e dinamico, un ordine dentro il caos. La differenza la fa sempre la loro qualità. Se li abitui a giocare diventa più facile. Locatelli va a fare il tacco e gli riempie di perché sta qui a fare questo lavoro”.
Su David: “E’ un giocatore fortissimo in area di rigore, lui è stato bravo, lì non ci sono spazi liberi ma spazi rubati agli avversari. Lì non ci sono tempi di gioco ma istanti di gioco. Poi c’è la punta come fa Hojlund che viene a metà campo e rende giocabili palle che gli scagli addosso. Noi questo non lo abbiamo per cui va bene David per il gol ma si va aldilà nella ricerca, serve pure quello che fa sportellate col difensore centrale. Ci serve questo tipo di attaccante. Voi che lo raccontate avete un’importanza, ci sono delle fasi. Yildiz ha fatto la punta e ha fatto gol, in quel momento lì era di punta. Kenan è un alieno, non un calciatore normale. Ogni tanto fa qualcosa di sbagliato per vedere se rientra nella normalità, ma non ce la fa, non può diventare”.
Grazie a lei David sta facendo bene, volevamo solo farle un complimento. “Sì, ma ci sono delle fasi di gioco in cui ci vuole anche altro. David non è un attaccante su cui appoggiarsi e questa situazione va completata ogni tanto. Poi se la squadra non prende gol, si ricompone bene e David fa gol, noi comunque abbiamo la testa fuori dall’acqua”.


















