Nella giornata di oggi si terrà un Consiglio Federale straordinario per discutere della possibile modifica della norma sul Costo del Lavoro Allargato, motivo del blocco del mercato del Napoli. Il CLA è un indicatore della sostenibilità finanziaria di un club e viene definito dal rapporto tra il costo totale del personale, che include ammortamenti, stipendi, cartellini, parcelle di agenti e così via, ed i ricavi complessivi della società. Attualmente questo rapporto non può essere inferiore a 0,8 ma la FIGC ha già abbassato questo valore a 0,7 per il mercato estivo 2026.
Il Napoli ha sforato questo valore ma ha una forte liquidità ed è proprio su questo punto che Aurelio De Laurentiis, presidente azzurro, spinge per una modifica della normativa attualmente in vigore. Sembra infatti un paradosso. Gli azzurri, nonostante il fatto che siano in possesso di una cifra considerevole per operare sul mercato, si trovano costretti ad effettuare, in un momento di estrema necessità per via della crisi infortuni che ha colpito il club, un mercato invernale a saldo zero.
L’edizione odierna di Tuttosport racconta di un acceso scambio di battute sul tema Costo del Lavoro Allargato tra De Laurentiis, Chiellini e Marotta:
“Su tutti, le argomentazioni di Adl – a cui va riconosciuto di aver sostenuto questa tesi da mesi, e che in assemblea ha duramente attaccato i consiglieri federali per non aver modificato le regole prima, arrivando a prospettare denunce – e soprattutto la successiva delibera non sono piaciute a Giorgio Chiellini e Beppe Marotta, rispettivamente Director of Football Strategy della Juventus e presidente dell’Inter. In assemblea erano furenti, sono consiglieri federali e quindi chiamati nelle prossime ore a esprimersi sulla questione. Molto dipende da cosa faranno: astenuti lunedì, oggi avrebbero difficoltà a non votare sì, perché in Figc non portano le proprie posizioni ma quelle ufficiali della Lega. Al contempo, sperano che la modifica in corso di competizione salti, comunque, per almeno due motivi: anche se tecnicamente è generale, nei fatti andrà a esclusivo beneficio del Napoli. La richiesta della Serie A, inoltre, non è arrivata all’unanimità: al di là di valutazioni politiche, ne consegue il rischio che il Milan – avendo votato contro, è l’unico soggetto legittimato – possa impugnare la decisione. È comunque possibile, se non probabile, che la speranza sia vana. E che il Napoli possa tornare a spendere per rinforzarsi, come vorrebbe Conte. Nella sostanza, forse sarebbe giusto così. Nella forma, cambiare le regole in corsa sarebbe uno schiaffo alla credibilità del sistema”.


















