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Marianucci in conferenza stampa: “Posso giocare sia a 3 che a 4, mi sto ambientando bene…”

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Luca Marianucci, difensore del Napoli, è intervenuto in conferenza stampa durante l’ottavo giorno di ritiro precampionato presso Dimaro:

Come vivi questo mondo Napoli? “Sono momenti di grande gioia, allenarsi con giocatori di grande calibro non è da tutto. Mi sono inserito molto bene a livello umano, sono bravissime persone oltre a bravissimi calciatori”.

Quanto è difficile emergere? “Penso sia difficile a prescindere dalla nazionalità. L’importante è lavorare giorno per giorno e ritagliarsi uno spazio fra grandi campioni”.

Cosa significa per te approdare al Napoli? “Sicuramente è un sogno che si avvera. Speriamo che durante quest’anno mi ritaglio uno spazio ma è una cosa secondaria, essere qui è un onore immenso”.

Vieni da una stagione di D’Aversa. Avete mai parlato di Conte? Quali sono le prime impressioni con il mister? “L’ho sentito poco fa per ringraziarlo di quello che aveva fatto per me. Grazie a lui ho avuto la possibilità di esordire. Conte lo sto assaporando per bene in questi giorni ma è tutto lavoro che ci troveremo per le partite che verranno”.

È ritornata la scuola dei difensori in Italia? “Penso a me, a quello che ho fatto e quello che dovrò fare. L’importante è continuare con la testa sulle spalle”.

Cosa hai pensato quando hai saputo dell’interesse del Napoli? “La chiamata mi ha un po’ spiazzato ma lì per lì ho pensato a continuare con l’Empoli. Inconsciamente la felicità era tantissima, soprattutto quando sono venuto a giocare a Napoli”.

Che ostacolo deve superare un giocatore di provincia per approdare nella squadra campione d’Italia? “Il passo più difficile l’ho fatto, approdare qui. Ora il passo difficile sarà ambientarsi e prendere confidenza con i compagni. Poi il calcio è il calcio. Mi sento pronto”.

Ti abbiamo visto molto sollecitato in fase di costruzione. Hai avuto richieste specifiche da Conte? “Ho avuto sprazzi da mediano. Mi piace molto fraseggiare e collaborare con gli altri reparti, il mister me l’ha chiesto in questi giorni e mi trovo facile a farlo”.

Con quale compagno di difesa ti trovi meglio? “Ancora non so con chi posso trovarmi meglio, quando il proverò tutti lo saprò”.

Cha cosa ha visto Manna in te? “Sono uno che non molla mai, forse è quello che ha suscitato più interesse o forse le mie doti da difensore in impostazione”.

Siete in 5 in una squadra con due difensori centrali. Tu saresti il quinto. “Per ora sarò il quinto ma il mio obiettivo è di ritagliarmi il mio spazio. L’arma migliore è il lavoro quotidiano”.

Ieri è stato il tuo compleanno. Hai espresso un desiderio? “Ieri è stato uno dei compleanni migliori della mia vita, ero con dei grandissimi calciatori, non potevo chiedere di meglio. Il sogno è raggiungere obiettivi sempre più grandi nella mia vita”.

Arrivi nel club campione d’Italia. Con quale spirito ti approcci? “Ho tanta sicurezza in me stesso, userò quella per entrare nello Stadio dedicato al più forte della storia, ma con umiltà. Darò tutto per questi colori”.

In chi ti rivedi come caratteristiche? Perché il numero di maglia? “Forse Rrahmani. Il numero di maglia l’altr’anno è stato causale, quest’anno ho continuato con questo, finché porta bene lo uso!”.

Ti alleni con due grandi attaccanti. Quanto ti aiuta questo? “Quando hai attaccanti fra i più forti sicuramente sono meno problemi la domenica, poi ti danno una mano per marcare al meglio in partita”

A fine campionato sarai soddisfatto se? “Se raggiungeremo gli obiettivi imposti e farò un grande campionato”.

Che esperienza è stata in Serie C? “L’esperienza in C la farei altre mille volte. Mi ha fatto cambiare come persona. Mi ritrovo in queste parole, in campo alle volte posso sembrare anche più sicuro di me”.

In cosa devi ancora crescere? “In tutti gli aspetti difensivi”.

Giocherai in una squadra dominante. Ti stimola l’idea di difendere in avanti? Che ruolo preferisci? “Difendere in avanti è più facile per tutti. A 4 o a 3 dipende da come vorrà giocare il mister, io mi trovo bene sia come braccetto che come centrale”.

Che idolo avevi? “Non ho mai avuto poster, solo foto mie mentre giocavo. Mi è sempre piaciuto me stesso. Da bambino mi ispiravo a Sergio Ramos”.

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