Si è tenuta questo pomeriggio presso il Palazzo Petrucci la conferenza stampa di presentazione del ritiro estivo della SSC Napoli presso Castel di Sangro. Al suddetto evento sono intervenuti: Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli; Marco Marsilio, Presidente della Regione Abruzzo; Angelo Caruso, sindaco di Castel di Sangro, e Mario Quaglieri, Assessore allo Sport della Regione Abruzzo.
Prende la parola Aurelio De Laurentiis:
“Volete sapere chi è l’allenatore?
Siamo molto contenti di ricevere qui una regione in evoluzione come l’Abruzzo, una regione che si sta muovendo tantissimo. La presenza del Napoli in Abruzzo ha determinato un grande innalzamento di interesse da parte di tante altre squadre di Serie A. Lo scorso anno portai a Rivisondoli l’allenatore in seconda e l’allenatore in terza per fare un sopralluogo, feci venire anche il nostro agronomo. Alle pendici di Rivisondoli ci sono due campi di calcio e pensai che fosse perfetto per fare lo scarico, senza dover andare a Castel di Sangro. Ricordo che c’era un sindaco che disse che ogni anno si spendono 50 mila euro e io risposi che non bastavano. Venne poi l’agronomo e sotto al terreno si trovò di tutto e di più. Se uno viene ad allenarsi in Abruzzo, dalla A alla C, si creerebbero dei traumi in chi allena. E sarebbe sbagliato buttare via denaro pubblico. Sarebbe meglio spendere una sola volta 200/300 mila euro per fare bene i campi. Pochi giorni fa mi avete detto che avevo ragione io. Questo è il quarto anno che verremo in Abruzzo. Si sa che i napoletani siano invadenti ed esigenti, guardate qui cosa hanno, è ovvio che siano esigenti”.
Prende la parola adesso Marco Marsilio:
“Credo che De Laurentiis abbia guadagnato la fiducia e la riconoscenza eterna della gente. C’è chi ha vinto con Maradona e chi ha vinto scoprendo tanti piccoli Maradona in giro per il mondo. Se il Bari vince lo spareggio avremo tre squadre di Serie A ad allenarsi sul nostro territorio, per cui faceva bene De Laurentiis a dirci di migliorare la nostra impiantistica sportiva. Se avessimo strutture di più alto livello avremmo la possibilità di incrementare questo veicolo di promozione importante. Attraverso il Calcio Napoli ci rivolgiamo a milioni di persone in tutto il mondo, visti i tanti tifosi del Napoli nel mondo. Affiancare il nome dell’Abruzzo a quello dei campioni d’Italia, far vedere le maglie con lo Scudetto saranno dei grandi momenti. Auguro al Napoli altri successi. Quest’anno ci sarà la possibilità di dare un corredo di allegria e gioia per completare l’esperienza del soggiorno e del turismo. Abbiamo concordato con la Fondazione delle Ferrovie dello Stato, che gestisce la Transiberiana d’Italia che porta da Sulmona a Roccaraso, nella seconda stazione più elevata d’Italia, una bella esperienza per incrementare il turismo. Abbiamo deciso di fare alcune corse speciali durante il ritiro per andare da Roccaraso a Sulmona e lì metteremo a disposizione i nostri treni, quelli della tua, per allungare l’esperienza e portare i turisti sulla Costa dei Trabocchi. Per i tifosi che vogliono fare una giornata completa di turismo, scoprendo mare, monti e i paesaggi più belli, questo soggiorno a Castel di Sangro diventa anche l’occasione per avere un assaggio della nostra bella regione. Grazie per averci dato quest’opportunità, che sta aprendo a un mercato più ampio”.
Angelo Caruso:
“Ho messo lo stesso abito dello scorso anno, stesse scarpe, stesse calze. Per scaramanzia chiaramente, visto come andò l’anno scorso dopo quello slancio che ebbe il presidente. E ho portato anche un dono, proprio come lo scorso anno. Noi abbiamo vissuto con grande emozione tutti i festeggiamenti che ci sono stati qui a Napoli, abbiamo festeggiato anche noi nel giorno in cui è stato vinto lo Scudetto, in una piazza che si chiama Piazza Plebiscito, come quella di Napoli. Da qui è scaturito l’entusiasmo ma anche la voglia di caratterizzare un ritiro. Immaginiamo di organizzare un trofeo di calcio, con una rappresentativa che mi auguro venga selezionata subito. L’allenatore lo trovate voi giornalisti. Quando abbiamo esposto la Coppa Italia nel palasport facemmo un allestimento formidabile. Ospiteremo Gigi D’Alessio il 5 agosto, data definita, sempre nell’area sportiva. Poi ci sarà uno spettacolo di Massimiliano Gallo. Anche noi ci sentiamo appartenenti alla cultura partenopea, il nostro territorio ha origini partenopee. Infine, vorremmo indire il concorso Miss Scudetto 2023, qualcuno mi ha suggerito di inserire De Laurentiis tra i giudici. Ma che non si voti solo la bellezza della ragazza, ma che si veda anche la qualità intellettiva e artistica”.
Nuovamente De Laurentiis:
“Vediamo se nella giuria riusciamo a coinvolgere Carlo Verdone. Ho finito di montare la seconda stagione di ‘Vita da Carlo’, ma stiamo scrivendo anche la terza e la quarta stagione. Gli possiamo dire di prendere le tre finaliste del concorso, farle un provino e magari inserirle nella serie. Prima bisognerà convincere Verdone, può essere che ci mandi a quel paese”.
Caruso:
“Tante squadre volevano venire a fare il ritiro nella nostra zona, ma lo stesso De Laurentiis ci diceva di voler avere la primogenitura sul terreno di gioco. Sarà un ritiro caratterizzato da grande entusiasmo, con altre squadre per avere lo stesso effetto servirebbe soltanto la vittoria di un Mondiale. Quindi mi congratulo col Napoli e con tutti i suoi membri”.
De Laurentiis:
“Chi gioca a tennis tra giornalisti? È possibile organizzare un torneo, di padel o di calcetto? Vogliamo organizzare? Io ho ricevuto l’invito del Barcellona per partecipare al Trofeo Gamper, ho detto di no. Mi ha chiamato il Manchester United il 5 di agosto, ma c’è Gigi D’Alessio, per me è importante far venire le squadre estere a Castel di Sangro per giocare in uno stadio serio. Quando non lo sappiamo, dovremo vedere con il nuovo allenatore come sarà calendarizzato l’impegno calcistico, probabilmente durante i week-end. Noi andremo a Castel di Sangro dal 28 luglio al 12 agosto, in quel periodo faremo almeno tre partite con squadre straniere che inviteremo. A chi mi offre soldi per andare altrove, rispondo grazie ma dobbiamo preparare seriamente la stagione non siamo qui per fare le belle statuine per altri, ma per investire il nostro tempo in ciò che ci è più caro ovvero la preparazione per la nuova stagione.
Da stamattina mi sono messo d’impegno per verificare una lista che da 22 è arrivata a 40 nomi, verificare se sono adatti al 4-3-3, a difesa ed attacco alti come linea: è un discorso che richiede tempo, poi bisogna capire il carattere, se sono correttamente e culturalmente immettibili nella cultura partenopea come città e modo di lavorare, come rapporti con la società. Sono cose che non possono risolversi in poco tempo, poi si dà la possibilità alla controparte di non accettare: se accettano devono capire cosa stanno negoziando. Cosa mi aspetto quest’anno? Abbiamo una squadra forte. Bisogna capire chi hai di fronte e viceversa, ci dev’essere mutuo scambio di logica ed interesse, ed eredità di un 4-3-3 che non può essere altro. Non vendiamo nessuno per il momento, casomai integriamo. Con lo scorso anno abbiamo iniziato un ciclo che spero possa continuare per anni, adesso bisogna cercare di rafforzarci ancora di più in Europa, perché non mi ha dato fastidio la partita con il Milan, mi ha dato fastidio la partita di campionato persa 0-4. Mi ha sconcertato, non puoi essere il Napoli che fa quel tipo di campionato e con una squadra abbordabilissima che è uscita con l’Inter. Non è il quarto di finale Champions, dove può esserci la svista arbitrale o del VAR, e soprattutto la pecca di un rigore sbagliato al ritorno, potevamo forse vincere. A me però lo 0-4 mi ha sconvolto e mi ha lasciato inebetito, mi sono chiesto cosa fosse successo. Nel mondo del calcio ci si abitua a dire ci può stare, ma che stiamo scherzando? Non ci può stare, quindi sto ripensando a quella bruttissima serata, forse la peggiore vissuta negli ultimi 18 anni. Ci sono rimasto davvero male, per la squadra, per l’allenatore, per i tifosi, per noi. Non puoi arrivare ad un appuntamento così importante in campionato e perdere 0-4, non fa piacere vedere uno stadio che si svuota. Io ho visto stadi svuotarsi dopo la finale di un torneo, non è una cosa sportiva: c’è chi vince e c’è chi perde, io lo feci a Pechino in Supercoppa ma lì l’avevano fatta grossa e poi abbiamo visto che il resoconto dal 2005 in poi su quel tipo di abitudine è storia, non c’è bisogno ogni volta di riparafrasarla. Io spero di aver iniziato un ciclo, mi batterò con tutte le mie forze e la mia capacità imprenditoriale per far sì che questo si possa ripetere, poi certo anche gli altri possono rafforzarsi e ci possono essere incidenti di percorso. Sono un assertore della battaglia contro la FIFA che se ne lava le mani per la Coppa d’Africa, ho sempre detto che andrebbero fatti partire i campionati ad aprile, con i tre mesi precedenti per fare tutte le coppe che volevano. Ma perché dovete togliermi giocatori fondamentali, a me come agli altri club? Andrebbero aperti gli stati generali del calcio per i prossimi cinque anni, ci sono storture che non fanno bene ai tifosi che alla fine si stancano e non ci credono più.
Quando l’allenatore? Io non mi pongo date o scadenze, lavorando con una logica imprenditoriale: c’è anche un fatto sentimentale, guardare le persone negli occhi e vedere una chimica che può scattare o meno. Uno può sbagliarsi, peraltro. Io prima potrò decidere e prima sarò soddisfatto per poter operare sul piano degli orali, prima ancora degli scritti nei ritiri. Se vogliamo essere logici, i contratti da noi si fanno seriamente e prendono tempo, perché non tutti ragionano come noi, il tempo di esecutivizzazione di un accordo. Il discorso qual è. Oggi è il 7 giugno, vogliamo dire che il tempo massimo è il 27? Se entro il 27 giugno ho un allenatore pronto a sedersi con noi, dal 27 al 12 luglio ho 16 giorni per calibrare l’organizzazione come si deve muovere.
Manager? Non ne ho bisogno, c’è una squadra di management.
Giuntoli? Perché lo definite capo? È un direttore sportivo che ha un contratto con noi fino al 2024, non vedo il motivo della domanda.
Se stasera guardo Fiorentina-West Ham? La guarderò non tanto perché sia interessato ad Italiano, gli ho fatto i complimenti nello spogliatoio irritando qualcun altro, quando ci ha battuto anni fa, Italiano è un bravissimo allenatore ma è impegnato con la Fiorentina, non è corretto andare a rompere gli equilibri in un club di amici che la pensano come me, che fanno le battaglie con me. Poi se Italiano dovesse decidere lui di rompere con la Fiorentina, allora a quel punto lì potrei prenderlo in considerazione. Non l’ho messo tra i 40 nomi però, perché ha un contratto. Credevo fosse all’ultimo anno, invece ha un’altra stagione, perché andare a sfruculiare il pasticciotto. Adesso dovrò scoprire chi ha il problema e non può sedersi al tavolo, a meno che non paghi una penale che non ho intenzione di pagare. Venire a Napoli non è un obbligo.
Ma perché dobbiamo parlare del direttore sportivo? Noi siamo qui per parlare dell’Abruzzo, non per parlare del direttore sportivo o dell’allenatore. Ho già detto ciò che è. Voi siete venuti qui per partecipare a una conferenza stampa sul ritiro. Il Napoli è considerato il 17esimo club al mondo, perché si deve parlare del direttore sportivo? Una figura per quanto importante non centrale per la prossima stagione, che non sarà basata su un direttore sportivo.
Se in lista c’è anche un allenatore già avuto? Con chi è stato con noi ho rapporto amicale e corretto, ma non farei del bene a nessuno se ritornasse sulla stessa panchina. Mai dire mai, però”.
Caruso:
I soldi spesi pur di avere il Napoli a Castel di Sangro? Era una polemica in seno al consiglio regionale, ma più insistevano più andavamo meglio. Ci siamo affidati più alla scaramanzia, a qualcuno ricordavo che il Napoli giocava e c’è stato un riscontro perfetto sulla fortuna. Al di là di questo, c’è stata la definizione della Corte dei Conti che ha certificato l’iniziativa. È un evento storico per la Regione, men che mai nel ritiro di una squadra vincitrice di uno scudetto e di una Coppa Italia.
De Laurentiis:
“Abbiamo fatto i Summer Camp, ci sarà anche a Castel di Sangro. Le battaglie da fare con altri club? Il calcio italiano è indietro di almeno 10 anni, che cosa vuol dire questo? Abbiamo molte cose da cambiare, ma quelle che non andavano bene 5 o 10 anni non è che oggi si possano cambiare come avremmo potuto cambiarle allora. Bisogna avere una visione, quando ti trovi in una Lega dove squadre sono proprietà di fondi e non c’è rapporto con chi è presente come noi da 18 anni ad ogni assemblea, diventa una posizione complessa portare avanti un discorso che sia associativo di industrie di intrattenimento e sport. Il cambiamento di rotta del club non è mai stato percepito totalmente in Italia, ed è sempre stata la mia battaglia: quando nel 1999 venni alla palazzina dei giornalisti con 120 miliardi della BNL, ad un certo punto feci un discorso sullo stadio virtuale dove nessuno capì nulla. Il giorno dopo vennero un paio di giornalisti importanti che mi dissero “presidente che delusione ieri, pensavamo che ci portasse questo calciatore e noi non ci abbiamo capito nulla”. 2004, sono in vacanza a Capri e mi dicono che il Napoli è fallito, ho partecipato all’acquisto di un pezzo di carta, prima riunione con i giornalisti, parlo dello stadio virtuale ed il giorno dopo vedo che non era qualcosa che fosse entrato in testa. Poi siamo arrivati in Serie A, vi convocai dicendo che mi ero rotto le scatole e spiegai la differenza tra stadio reale e virtuale, in modo da non sentire più cose che mi offendessero. Da quel momento lì lo stadio virtuale è cresciuto, siamo passati ad un certo tipo di televisione da Sky a DAZN, io dico che dovremmo avere il nostro canale per licenziare direttamente il prodotto ai tifosi. Ma se ci sono dei fondi con chi parli? Chi sono i miei compagni di rotta? La Fiorentina la pensa come me, la Roma di Dan Friedkin la pensa come me, il Milan con Scaroni top manager la pensa come me. Poi c’è chi è interessato alle strade semplici, ma i fondi che cosa ne sanno di calcio? Che cosa ne sanno di attività imprenditoriale e di intrattenimento? Il calcio è intrattenimento dove non sai mai come finirà, c’è una sospensiva che crea un fascino ed una suspence maggiore. Fare il driver di un club calcistico non è semplice, bisogna avere skill, preparazione e conoscenza. Quando ho deciso di dire basta agli sponsor tecnici e al denaro che mi veniva dato, l’ho fatto e ho avuto successo. Probabilmente perché sono imprenditore, le mie progettualità hanno sempre uno sviluppo non scriteriato: io che vengo da un mondo di matematica, è una scienza esatta e non una opinione”.
Caruso:
“Situazione alberghiera? Affidandoci ai dati del biennio, c’è un trend di crescita oltre ogni aspettativa: anche il mercato immobiliare ha raggiunto livelli altissimi, è cresciuto anche il rating del territorio, abbiamo dimostrato la qualità delle infrastrutture e della capacità ricettiva, abbiamo fatto evolvere la considerazione del territorio. Le prenotazioni? Siamo già in sold out, nel cuore del territorio. Gli effetti si sentono fino a Sulmona ed Isernia”.













