Luciano Spalletti, allenatore del Napoli, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League contro l’Eintracht Francoforte:
Il mondo è con gli occhi su questo Napoli meraviglioso. Qual è il segreto? Ci sono tanti titolari, Simeone quando entra è decisivo. “Il segreto è quello di pulcinella, nel senso che per fare grandi squadre servono grandi calciatori e il Napoli è stato bravo a costruire una squadra di gradi calciatori. Poi è chiaro che servono altre qualità come l’umiltà, la disponibilità, il volersi sempre mettere a disposizione del compagno, di essere un gruppo e collaborare in tutto quello che facciamo. Poi si va a scegliere un disegno dal punto di vista dell’organizzazione della squadra e se poi vedono che è quello giusto si va a lavorare. Se questo riempie il cuore di un pubblico passionale come quello napoletano poi diventa più facile visto che ti rimbalzano contro tutto il loro amore”.
Questa volta sentite la responsabilità dell’evento storico di arrivare per la prima volta ai quarti? “Siamo di fronte ad una grande sfida. Potrebbe essere paragonata alla prima finale di stagione. Può determinare molto per la squadra e per il club perché si andrebbe a far parte della storia di esso.- Non penso che diventi una pressione, ormai l’ho vista diverse volte in questa stagione anche quando non ha fatto risultato la partita precedente, la volta successiva non si è mai fatta trascinare nel vortice di difficoltà che si addizionano. Sono fiducioso della qualità dei miei giocatori. Naturalmente, visto che si tratta quasi di una finale, si vuol vedere un atteggiamento da squadra affamata, cioè son storie che vanno vissute e altre che devi portare per forza il risultato a casa”.
I numeri sono tutti dalla vostra parte. Che idea si è fatto su questo gruppo? “Io penso che la mia squadra, per quello a cui mi ha abituato durante gli allenamenti, sia una di quelle che non abbassa lo sguardo. Po però c’è da rifare dall’inizio sempre le stesse cose, non ti porti cose dal passato. Non abbiamo dal pensare alla Champions in generale ma dobbiamo pensare solo a passare il turno. Davanti abbiamo una squadra che ha passato un girone contro squadre fortissime e l’anno scorso dopo che noi siamo usciti contro il Barcellona sono andati lì e hanno vinto. Abbiamo rispetto del lavoro di Glasner e sappiamo che sarà una partita durissima. Ragionare in quella direzione, di come abbiamo iniziato, vuol dire essere presuntuosi, vuol dire pensare già ai turni successivi. Non è il nostro modo di fare”.
Sul divieto di ingresso ai tifosi dell’Eintracht: “Mi sono appuntato qualcosa in funzione di questo. E’ un procedimento adottato in conseguenza di ciò che è successo all’andata dove non è stato garantito nulla dall’ordine pubblico. Se c’è il timore che possa succedere qualcosa bisogna intervenire. E bisogna fidarsi delle valutazioni degli organi predisposti. Questo non dipenda dal nostro club, su questo si è anche ironizzato un pochettino, cosa non corretta”.
Il risultato dell’andata si può gestire? Meret può giocare? “Per quanto riguarda la psicologia del calcio, delle squadre, andare a fare calcoli è una cosa sbagliata, si rischia di modificare qualcosa e nel calcio la differenza che può determinare un certo modo di pensare è sottilissima. Abbiamo sempre fatto così, proveremo ad offrire un calcio bello da vedere ad un pubblico esigente. I tifosi del Napoli hanno visto il più forte di tutti e ingannarli è difficile. Quando ho parlato di riportare il pubblico allo stadio era questo a cui mi riferivo. Domani una maglia l’ho già assegnata, quella del nostro pubblico, loro saranno sicuramente titolari”.
Sull’assenza di Kolo Muani e Lindstrom: “Noi sappiamo la forza della squadra di Glasner, sappiamo come lavora, sappiamo che l’anno scorso a Barcellona non c’era Kolo Muani e la squadra ha vinto lo stesso. Non si corre il rischio di essere sotto livello da un punto di vista di voglia, siamo davanti a qualcosa che può far parte della storia del Napoli. Qui sono abituati alle grandi storie e abbiamo l’ambizione di diventare una grandissima storia per la nostra città. Non sottovaluteremo la forza dell’avversario e sappiamo che la qualificazione è al 50%. Non un punto di più ne uno di meno, c’è da rifare la stessa partita magnifica dell’andata e poi dobbiamo vedere di vincerla”.
Cuore o cervello? “Cuore cervello e anche un po’ di culo già che ci siamo”.
Che insidie ci saranno? “Il valore dell’avversario è l’insidia. Noi a Francoforte abbiamo fatto una partita straordinaria e c’è da ripeterla per vincere contro un avversario così forte. La qualificazione, l’ottimo campionato e tutto il consenso dell’opinione pubblica non sono stati determinati da una sola partita. Noi dobbiamo essere bravi a sapere che ci troveremo davanti una squadra a livello di queste sfide”.
Sotto il profilo tattico si aspetta un comportamento simile all’andata? “Non so quello che proporranno, sono strategie che spettano a Glasner, ma so che tenteranno di fare qualcosa di diverso, il risultato dell’andata li obbligherà a fare qualcosa di differente. Useranno una tattica di pressione maggiore, anche se la loro caratteristica è di essere bravi a ripartire a campo aperto. Noi dobbiamo essere così umili e normali da saper valutare o perlomeno di avere tutte le attenzione su tutto quello che potranno metterci davanti. Noi saremo pronti a saper fronteggiare tutto quello che ci metteranno davanti”.
Sugli infortunati: “Raspadori eravamo tutti entusiasti di portarlo in panchina ma gli esami hanno fatto vedere che si rischierebbe qualcosa, ci prendiamo qualche altro giorno per farlo guarire per bene. Glia altri sono a disposizione. Lozano, Kim e Meret sono a completa disposizione. Stamani nell’allenamento si sentiva già la volontà do esserci, si sentiva già il profumo dello stadio pieno i domani sera”.













