Luciano Spalletti, allenatore del Napoli, ha commentato la vittoria del match di questa sera contro il Sassuolo in conferenza stampa:
Sull’approccio della squadra nel secondo tempo. Sulle mille panchine. “Noi abbiamo fatto bene sia nel primo che nel secondo tempo. Ci eravamo creati le possibilità per altri gol. Le reti le abbiamo fatte su due giocate di qualità individuali, quando c’è stato da prenderci i vantaggi del collettivo non siamo riusciti. Quando un calciatore forte non funziona c’è sempre la squadra, è meglio il collettivo che le giocate del singolo. La squadra si era, però, costruita le occasioni per far gol. Per essere un po’ pignoli, alcune volte quando la palla arriva vicino alla nostra area di rigore non riusciamo a vedere bene l’allerta di pericolo, non siamo così feroci come meriterebbe la situazione. Stasera grandissima vittoria, grandissima partita, se le vado a paragonare con le altre vittorie, questa è la migliore. Però l’abbiamo vinta con la leggerezza di Kvara, questo suo svolazzare, e con il gol incredibile di Osimhen. Sulle mille panchine devo pensare al sonno perso… l’esperienza serve soltanto per riconoscere le cose che devi prendere che ti passano davanti”.
Si divertono più i giocatori o lei a vederli giocare? “Quando si ha palla noi si soffre di meno, come dicevano allenatori più bravi di me così si prendono meno gol. È stata una gara di qualità”.
Sul ballottaggio tra Mario Rui e Olivera. Sull’azzeramento delle gerarchie in estate. “Olivera e Rui sono due calciatori un po’ differenti ma diventa difficile fare questo ragionamento con giganti come Rrahmani e Kim. Da altre parti diventa un po’ più facile. Mario Rui ha delle qualità indelebili, ma Olivera, dal punto di visto fisico, gli è superiore. L’importante è che non ragionino da calciatori deboli. Si fa sempre un discorso di collettivo, di traguardo di quadra. Abbiamo bisogno di tutti, oggi Zerbin in quei 5 minuti ha fatto vedere che si allena bene e che può giocare in tutte le squadre di serie a. Durante la lunghezza della stagione qualcosa scappa ma stanno reagendo molto bene. Ci sono state delle esigenze dal punto di vista societario che ha portato alle scelte fatte d’estate, ma sono sicuro che anche con chi se ne andato avremmo fatto un grande campionato. Gli altri hanno 3 o 4 anni per costruire, io ne ho 1 per vincere…”.
Su Osimhen. Stasera ho sentito come se si giocasse in un piccolo Maradona. “Osimhen sembra sia tutto a posto, poi si approfondirà. La dedica della millesima partita è a tutti quei calciatori che hanno avuto la disponibilità di apprezzare il lavoro, il modo di lavorare, di darci una mano per ottenere più vittorie possibile. In questo caso anche ai tifosi del Napoli, oggi lo Stadio era pieno. Dobbiamo essere orgogliosi, ci sono migliaia di persone che pregano perché si vincano le partite. Dobbiamo fare di tutto per restituirgli la felicità che meritano”.
Sulla Champions: “Questa vittoria probabilmente, per la forza dell’avversario, è diversa da altre. Forse sono troppo pignolo io nel dire che alle volte dobbiamo avvertire prima questo pericolo. Il Sassuolo è una squadra forte, per cui questa vittoria e questa prestazione assumono un valore maggiore. Questo ci aiuta anche nel preparare la partita di martedì. Abbiamo le nostre certezze e le porteremo anche sul campo dell’Eintracht”.













